Monti&Sarkò, attenti a quei due: videocrazia e stesso… spin doctor

Per Monti il presidente Sarkozy è tanto bravo, l’ha accolto con calore, gli ha stretto la mano davanti alle telecamere. Per Sarkozy il premier Monti è altrettanto bravo, quando si sono incontrati era cortese, in politica «ha preso misure forti e giuste». Questo scambio di battute e complimenti – all’insegna del “sei un uomo di cuore”, “ma no, sei tu un uomo di cuore” – non è casuale. Probabilmente hanno lo stesso spin doctor, perché sono molto simili le tattiche comunicative, le notizie “informali” che vengono date ai giornalisti, i metodi di promozione dell’immagine. Per tutti e due, infatti, c’è da recuperare parecchio: l’inquilino dell’Eliseo deve ribaltare il malcontento dell’elettorato che lo pone in grossa difficoltà elettorale; l’inquilino di Palazzo Chigi deve far digerire alla gente l’amara medicina delle tasse, delle pensioni, dell’aumento di benzina e sigarette.
Nel giro di ventiquattr’ore – uno in Francia, l’altro in Italia – hanno letteralmente invaso le tv, manco rispondessero a un’unica logica. Sarkozy ha parlato a reti unificate, in 6 canali televisivi. Un’ora di intervista in diretta dalla sala delle feste dell’Eliseo per entrare nelle case dei francesi e parlare della Francia, recentemente declassata dall’agenzia Standard & Poor’s della sua tripla A. Monti, dopo varie performance (una su tutte, l’appuntamento nel salotto di Fabio Fazio), è stato il protagonista del Tg1. Un intervento che ha lasciato interdetti molti osservatori: tavolo sobrio, domande non certo incisive, anzi sdolcinate, del tipo «Qual è la cosa che gli italiani potranno ricavare che la vita si semplifica?». Risposte che sembravano scritte per uno spot pubblicitario, «ci ricorderemo di rinnovare la carta d’identità per tempo», come ha rilevato il Fatto quotidiano.
Le cronache francesi, quasi una fotocopia di quel che accadeva qui da noi, raccontavano di Sarkozy davanti alle telecamere con un’aria assai grave, intento a parlare della catastrophe della scorsa estate e a promettere che non ci sarà un terzo piano di rigore né un aumento delle tasse per i cittadini. Mentre Monti elogiava le sue liberalizzazioni, il presidente francese elogiava le sue proposte sul tema del lavoro. Mentre Sarkozy sfiorava i 17 milioni di telespettatori, il premier italiano doveva accontentarsi di meno della metà, anche se a questo dato vanno aggiunti quelli delle altre trasmissioni che lo avevano visto mattatore. E sulla vita familiare? Famosa è la frase di Carla Bruni: «Quando l’ho conosciuto, passeggiando nei giardini del palazzo dell’Eliseo, Nicolas continuava a dirmi tutti i nomi dei fiori. Sapeva tutti i nomi latini, i dettagli su rose e tulipani. Così mi sono detta: “mio Dio. Devo sposare quest’uomo, è presidente ma sa anche tutto sui fiori. È incredibile». Di rimando, Monti – sulle polemiche del Capodanno a Palazzo Chigi – puntualizzò che gli acquisti erano stati effettuati dalla sua signora «a proprie spese presso alcuni negozi in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie)». Scene di vita familiare, rose e cotechino. Con spin doctor annesso.