Macché tecnici… sono maghi!

Attilio Befera, direttore dell’agenzia delle entrate (cioè del fisco), ha dichiarato che l’attuale governo gli ha dato finalmente gli strumenti per sconfiggere la piaga dell’evasione. Befera fu nominato direttore nel 2008 su proposta di Tremonti e confermato nel maggio 2011. L’arma finale di cui a suo dire è stato dotato dall’esecutivo Merkel-Napolitano, è il potere di fare verifiche sui conti correnti e incrociare dati e redditometri. Befera ammette però che queste misure sono vane senza “un cambiamento diffuso del senso civico”. Ossia: l’evasione si combatte insegnando agli italiani che devono pagare le tasse. Sfugge ai più che l’evasore vero per sua natura si nasconde, quindi i soldi non ce li ha sul conto corrente. Lo stesso discorso vale per le “patrimoniali”, che in realtà non toccano gli evasori perché l’evasore non si intesta il patrimonio, quindi non glielo puoi tassare. E siccome tutto questo è ovvio c’è da chiedersi: è stupido chi fa i proclami o chi fa i proclami pensa che siano stupidi i cittadini? Il governo degli aspiranti Nobel ha anche annunciato che risolverà il problema della corruzione, che costa all’Italia tra i 60 e gli 80 miliardi l’anno. Visto che il costo dell’evasione è di circa 50 miliardi significa che, se il governo manterrà le promesse, nel maggio 2013 avremo risparmiato 100 miliardi. Nel frattempo la Fornero avrà cancellato – a suo dire – il precariato. Era tutto così semplice. Perché non ci ha pensato nessuno prima?