Liberitalia… Qualunque-mente…

Uno si dice sempre: “c’è un limite alla sfacciataggine…” e invece il limite non c’è mai. Abbiamo cominciato col premier che, in conferenza stampa, dà le direttive propagandistiche ai giornalisti (“chiamate la manovra Salvaitalia…”). Poi è arrivato “Crescitalia”. Ora siamo a “Liberitalia”, ma solo perché “Semplitalia” era già preso. In effetti fu già utilizzato dal precedente Governo come portale sulle semplificazioni nella Pubblica amministrazione. Quindi, in un papocchio tra liberalizzazioni e semplificazioni, siamo finiti con Liberitalia, titoletto anch’esso trafugato visto che già esiste un’associazione con tanto di sito internet e gruppo facebook che si chiama allo stesso modo. La stampa non dovrebbe essere uno strumento del governo (quando lo è si presenta un problema), ma anche il governo – soprattutto se a suo dire non coinvolto in competizioni elettorali – dovrebbe andarci piano con la pubblicità. Anche perché, fare bene e non comunicare (come ha fatto il governo Berlusconi) è da gonzi, ma comunicare più di quanto si faccia fa un po’ banditore da fiera. Ricorda parecchio Cetto La Qualunque e Chiù pilu pi tutti. Alla faccia della sobrietà. Quindi, riepilogando: la mazzata fiscale ci salvava, l’aumento della benzina ci fa crescere e le panetterie aperte la domenica – finalmente! – ci hanno liberato. Quindi, è ragionevole una certa preoccupazione per il prossimo provvedimento… Sperando non si chiami “Fottitalia”.