I giovani del Pdl vanno verso il congresso. Con l’aiuto di Twitter

Appena quattro ore per passare da un’espressione di rammarico a una di esultanza. È la politica ai tempi dei social network quella che ieri è rimbalzata tra le pagine dei dirigenti nazionali di Giovane Italia e che, in quattro e quattr’otto, ha portato alla definizione di una deadline per la celebrazione del primo congresso nazionale: l’estate che viene.

«Un impengo solenne» assunto su twitter
«Evviva twitter! Ci siamo presi un impegno solenne. Adesso manteniamolo!», ha esultato Giovanni Donzelli, membro della “cabina di regia” che da qui in avanti si confronterà per definire regole e modalità dell’assise. Suo è stato il twit che ha dato il via al dibattito: «I giovani democratici discutono furiosamente per l’organizzazione del congresso nazionale! Beati loro…». Praticamente in tempo reale è arrivata la risposta delle due leader di GI, Giorgia Meloni e Annagrazia Calabria. «Anche noi lo faremo presto, sai bene che per noi è una priorità e un obiettivo preciso dall’inizio», è stata la replica della più giovane deputata del Pdl. «Il congresso è una priorità assoluta. Lavoriamo per farlo?», ha quindi rilanciato l’ex ministro della Gioventù. In realtà del congresso se ne parla da molto prima di ieri, ma sembra che la discussione pubblica abbia impresso quell’accelerazione che tutti cercavano. Anche perché il confronto sui temi e sulle regole e il riconoscimento di una leadership eletta significherebbero il definitivo superamento delle tendenze al dualismo che ancora resistono tra ragazzi ex An ed ex FI.

Un dibattito on line durato per ore
Da quei primi cinguettii è nato un dibattito che si è allargato ad altri followers e che ha toccato anche argomenti operativi e di sostanza: con quali modalità si dovrà svolgere il congresso? Chi potrà votare? Ci sarà un tesseramento autonomo o i tesserati saranno gli under 35 del Pdl? Tra domande e proposte il confronto on line è andato avanti per ore, arricchendosi di contributi e spunti e riuscendo a convincere anche qualche scettico. «Sarebbe un gran bel segnale! Se vogliamo un Pdl migliore partiamo dal giovanile come modello», ha scritto Andrea di Sorte, coordinatore dei Club della Libertà, che a quanto ricordava la Calabria era «contrario al movimento giovanile», ovvero favorevole a uno che fosse agisse «solo nelle scuole». «Ha cambiato idea. Bene, finalmente…», ha risposto la Meloni, mentre il coordinatore provinciale di GI Reggio Calabria, Domenico Rositano, chiedeva «D’accordo su tutto, ma chi sono gli elettori della Giovane Italia? Gli iscritti al Pdl?».

La vecchia questione del tesseramento
È una delle questioni che la “cabina di regia” dovrà dirimere. Ed è, anche, una vecchia questione che accompagna da sempre i movimenti giovanili dei partiti: totalmente autonomi, certificandolo anche con un tesseramento distinto come è stato per il Fdg e Azione giovani, o legati a doppio filo ai seniores, con tanto di iscrizione sotto le loro insegne come avvenuto per esempio per i giovani del Pd e di FI? La Meloni non ha dubbi: «Secondo me va fatto un tesseramento ad hoc. Costo della tessera: 1 euro». La proposta ha riscosso consensi, ma sarà comunque tra gli argomenti di cui si parlerà vis à vis. Perché poi vanno bene la rete e le opportunità che offre, ma il confronto “reale” resta ancora uno strumento più che valido.

Al lavoro dalla prossima settimana
La cabina di regia, «gli 8» come vengono indicati su twitter, sono la Meloni e la Calabria, Donzelli, Carlo Fidanza, Marco Perissa, Armando Cesaro, Giancarlo Miele e Martina Sassoli. Si riuniranno già a partire dalla prossima settimana con il compito di fare una sintesi delle varie proposte in campo, fra le quali figura anche quella di un modello primarie: votano tutti quelli che vorranno iscriversi, anche nel giorno del congresso. Ci sarà poi da capire se andranno fatti prima i congressi territoriali o se si dovrà celebrare prima quello nazionale. Entrambi i sistemi sono stati sperimentati nelle esperienze di movimentismo giovanile precedenti, ed entrambi hanno pro e contro. Anche qui bisognerà fare sintesi.

Meloni: «La volontà c’è, ci riusciremo»
I tempi, assicurano dalla direzione nazionale, ci sono sia per discutere sia per lanciare il tesseramento sia per organizzare il congresso o i congressi che siano. Del resto, ormai tutti vogliono questo momento di democrazia interna. «La celebrazione del congresso deve essere una nostra assoluta priorità», ribadisce al Secolo la Meloni, ricordando che «ho raggiunto il limite d’età e di disponibilità», ma sottolineando soprattutto che «è giusto che i ragazzi possano scegliere il loro leader. Siamo tutti d’accordo, poi dobbiamo cercare le sintesi sulle modalità, ma se a monte c’è la volontà in pochi mesi ci possiamo riuscire».