“Gigino Masaniello” stecca la prima

Il barone di Munchausen è tornato e si aggira tra i meandri di Palazzo San Giacomo sotto le mentite spoglie del sindaco De Magistris. Prima ancora che terminasse lo spoglio delle schede elettorali il neo-sindaco di Napoli annunciò ai cittadini e ai napoletani oltre gli oceani, l’inizio di una inarrestabile “rivoluzione arancione”. Alla presa del Palazzo municipale nulla doveva sopravvivere dell’ancien regime. Sembrava che finalmente la fantasia fosse andata al potere. O forse era il potere della fantasia? Tra i primi atti “rivoluzionari” la città registrò le nomine di Raphael Rossi e di Roberto Vecchioni, rispettivamente, alle presidenze di Asia Napoli e del Forum Internazionale delle Culture. Il manager piemontese di origini francesi intendeva, nel pieno rispetto della legalità, restituire decoro e pulizia a Napoli ed estendere il programma di raccolta differenziata porta a porta. Allo stesso modo, anche Vecchioni intendeva lasciare un tangibile segno della sua presenza nella storia di Napoli. Accettando l’incarico aveva annunciato di voler realizzare un forum bellissimo, da essere ricordato per anni.
Le rivoluzioni inesorabilmente finiscono sempre col mangiare i propri figli. E quella “arancione” non è da meno cosicché Raphael Rossi, dopo appena sei mesi di lavoro, è stato defenestrato perché aveva detto chiaro e forte che «l’Asìa era una macchina inadeguata organizzativamente». Una decisione che il sindaco di Napoli ha cercato più volte di motivare senza peraltro convincere nessuno. «Mi sarei aspettato più chiarezza sulla sostituzione di Raphael Rossi alla direzione di Asìa», ha scritto Roberto Saviano, autore di Gomorra, «sulla questione rifiuti a Napoli non ci si può permettere zone d’ombra».
La storia di Vecchioni al Forum delle Culture si conclude invece con un triste e inquietante abbandono. «Ho accettato di fare il presidente del Forum – scrisse agli inizi dello scorso dicembre – perché nutro un sentimento di profondo amore per Napoli, perché a Napoli è iniziata una nuova ed entusiasmante stagione politica, perché il Forum sarà un’occasione per rilanciare la città e per consolidare l’unità del nostro Paese». Dopo essere stato al centro di furibonde polemiche per l’entità del suo compenso (circa 220mila euro) più volte smentita dal cantautore lombardo, alla fine però aveva accettato di fare il presidente gratis. Tuttavia Vecchioni non è riuscito nel suo intento e il motivo lo confessa con ammirevole onestà intellettuale sul suo blog: «Ingenuamente pensavo di dover occuparmi solo di cultura: scusate, mi sbagliavo. Torno a fare il lanciatore di coltelli, che forse mi riesce meglio… Solo due cose. Tenterò di farmi scivolare addosso le chiacchiere, non risponderò e non commenterò tutte le critiche e le voci maligne che metto già in conto: sarà solo, come sempre, quello che faccio a parlare per me».
Ma la rivoluzione non si arresta. De Magistris conquista la Vuitton cup per dare una nuova immagine della città, decidendo contro ogni logica di creare il quartier generale della competizione sulla colmata di Bagnoli ben nota per il suo alto grado d’inquinamento. Alla contestazione ecologista il sindaco ripeteva un giorno sì e l’altro pure che tale scelta trovava la sua ragion d’essere nella sua ferma volontà di accendere i riflettori su una bonifica e una riqualificazione dell’ex area industriale di Bagnoli mai nata o abortita. Alla fine, forse, la competizione si svolgerà nelle acque antistanti via Caracciolo. Bisognerà attendere però il definitivo parere della Sovrintendenza. Ovviamente di Bagnoli, della colmata e della bonifica mai realizzata non se ne parla più.
Ma la tempesta rivoluzionaria continua a soffiare. È la volta delle partecipate. Troppe buste paga d’oro gravano sul pubblico bilancio ed il sindaco è fortemente impegnato a porre ordine e a tagliare i consigli di amministrazione perché è nelle partecipate comunali che si verificano i maggiori sprechi di pubblico danaro. Ingiustamente accusato dalle oscure forze della reazione di voler dare inizio allo spoil system, De Magistris tira dritto e sostituisce molti vertici. L’onda d’urto spazza via la “Napoli orientale”, la società per la riqualificazione urbanistica dell’’ex area industriale, mentre è in itinere la fusione tra le tre Società della mobilità: Anm, Metronapoli e Napolipark. Ma l’atto più rilevante, tanto da essere definito dallo stesso sindaco «storico», riguarda lo smaltimento dei rifiuti urbani accumulati in mesi e mesi di permanente “emergenza”.
Sul molo 44 del porto di Napoli, accolta da tutte le alte gerarchie istituzionali in alta uniforme è finalmente attraccata la Nordstern – un cargo battente bandiera caraibica – per caricare circa tremila tonnellate di “munnezza” da trasportare (con prezzi alti) nei Paesi Bassi ove saranno combuste dai termovalorizzatori. Un’altra decisione che ha lasciato l’amaro in bocca.