De Falco, spunta l’eroe che il Pd sogna al posto di Bersani

Da ieri mattina il mondo si divide in buoni e cattivi, eroi e vigliacchi, capitani coraggiosi e comandanti cagasotto, i De Falco e gli Schettino. L’ascolto dell’audio in cui la Capitaneria di Porto di Grosseto intima al comandante della Costa Crociere di risalire sulla nave per organizzare i soccorsi, ieri ha fatto il giro del web, scatenando ironie e commenti, ovviamente tutti improntati al disprezzo per quella figura del Comandante Schettino che balbetta al telefono risposte ridicole e incalzato dal Capitano Gregorio De Falco che gli urla: «Vada a bordo, cazzo!». Da ieri De Falco è l’eroe indiscusso degli italiani che si identificano col suo decisionismo e ritengono lontano da sè (ma sarà poi così lontano?) il modello gaglioffo impersonato da Francesco Schettino. Quest’ultimo è il capro espiatorio di tutti i mali del Paese e di tutti gli errori commessi sulla nave (ma sarà poi tutta colpa sua?), l’altro è l’eroe che ovviamente piace anche alla politica, desiderosa di modelli da proporre ai propri elettori e magari di  possibili candidati da mettere in campo, in mancanza di soluzioni migliori.

La telefonata
De Falco: «Ascolti comandante Schettino: c’è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. È chiaro? Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io le faccio passare un’anima di guai. Vada a bordo, cazzo!». Schettino: «Comandante, per cortesia…». De Falco: «No, per cortesia, lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo…».

De Falco come Monti?
Gregorio De Falco, l’uomo che incalzava il gaglioffo, da ieri piace soprattutto al centrosinistra, che quando c’è da mettere cappello su qualcuno che incontra i favori della gente, almeno inizialmente, non ci pensa due volte (Monti docet). In rete il popolo di centrosinistra si scatena fino al punto di passare dall’esaltazione del duro De Falco allo sfottò retroattivo su Berlusconi, colpevole, pensate un po’, di aver frequentato in passato navi da crociera. Deliri a parte, a sinistra il decisionismo di De Falco viene spesso messo in contrapposizione, nei commenti di simpatizzanti del Pd, all’indecisionismo di Bersani, su cui si moltiplicano ironie e accostamenti sgradevoli. L’Italia di De Falco per il popolo del Pd e dell’Idv è quella migliore. Quella che vota per loro, ovviamente.

Dalla Picierno a Gentiloni
«La tragedia della Costa è il naufragio della responsabilità , il capriccio al potere», scrive su twitter la deputata democratica Roberta Pinotti. «De Falco meglio di Mac Whirr. Quando gli uomini straordinari di questo paese, superano la fantasia», si allarga Pina Picierno, citando Conrad. Ma chi si spinge oltre è Paolo Gentiloni, che chiama in causa il Colle: «Sicuro che Napolitano saprà come valorizzare De Falco, un italiano che, come tantissimi, fa il suo mestiere». Ma anche dalle file dell’Udc si guarda alla figura di Fe Falco come a un modello da seguire: «De Falco è l’Italia migliore. Quella onesta che non si mette in mostra. Che viene fuori per caso. Più che eroi, esempi di serietà. Per tutti», si compiace Roberto Rao, a sua volta protagonista nel festival della demagogia. Una chiosa divertente la fa invece Antonio Polito, editorialista del “Corriere”, già senatore del Pd: «Non è che adesso rimpiazziamo l’antiberlusconismo con l’antischettinismo?».