Chi comanda il plotone d’esecuzione?

Con gli evasori nessuna pietà – dichiara Catricalà – sono traditori della patria. E come dargli torto. Anzi, noi lo dicevamo in ben altri tempi. Traditori loro come traditori quelli che prendono stecche e tangenti sui lavori pubblici, facendo lievitari i costi delle opere e riducendone la qualità e la sicurezza. Traditori quelli che hanno favorito negli anni Novanta la svendita del 48% delle aziende italiane tramite privatizzazioni travestite da liberalizzazioni. Traditore chi, attraverso finte riforme, favorisce gruppi, banche e potentati stranieri a danno di quelle italiane, che già non reggono alla concorrenza per l’eccessivo carico di tasse e costo del lavoro. Traditore chi trucca i concorsi pubblici e traditore chi chiede la raccomandazione. In fin dei conti sono traditori anche quelli che fanno chiudere centinaia di aziende che danno lavoro a migliaia di italiani. Traditore chi diffonde notizie falsate per indebolire la politica italiana e renderla più permeabile alla volontà straniera. Forse non traditore, ma sicuramente con gravi responsabilità verso la patria che andrebbero punite, chi diffonde notizie che creano allarme e odio sociale e anche chi manda in galera gli innocenti (che in Italia secondo i dati indipendenti sono un’enormità) e così facendo fanno perdere la fiducia nelle istituzioni.
Giusto lapidare (figurativamente) i traditori. Facendo bene attenzione a chi lancia la prima pietra…