Sul web l’ira dei militanti: caro Bersani, finiscila di prenderci per i fondelli

Maledetto web, con i suoi meccanismi infernali capaci di trasformarsi in un tritacarne. Video che impazzano, vignette pungenti, link che spuntano non si sa da dove e non si sa perché, battutacce molto più efficaci di quelle di Benigni. Per la sinistra in tutte le sue forme – dal Pd all’Idv passando per l’universo dei popoli viola, ex arcobaleno, ex girotondini, ecologisti rossoverdi, studenti autogestiti, donne alla “se non ora quando?” – il web si sta rivelando un incubo. Basta fare un rapido giro sulle bacheche di Facebook, magari quelle stesse che attaccavano Berlusconi prendendo a pretesto qualsiasi cosa, una mossa facciale fuori luogo, lo stropicciarci gli occhi o uno sbadiglio. Ora c’è una rivolta. Non solo perché “il governo dei banchieri” non convince la base militante, ma perché trovano ridicolo l’atteggiamento dei vertici del centrosinistra.
Bersani e la Bindi sono in vetta nella hit parade dei “vip” politici sbeffeggiati. In primis, per la benzina: ma come, quando c’era B. protestavate ogni giorno perché il prezzo aumentava di mezzo centesimo, gironzolando con le facce turbate nei salotti televisivi, e ora che ci siamo beccati la stangata in neppure ventiquattr’ore non dite una parola? Sempre ai primi posti della hit parade ci sono i vari Enrico Letta che, quando B. propose di far crescere di un punto l’Iva, ululavano che sarebbe aumentato tutto, anche il pane. E ora che Monti prevede di far crescere l’Iva di due punti (il doppio di quanto aveva detto B.) sono favorevoli, «è una misura giusta», «è equa» e corbellerie del genere. Al danno si aggiunge la beffa, con le lettere sfottò che i simpatizzanti di destra indirizzano e postano sulle bacheche di quelli di sinistra: «Cari compagni, non vi sentite presi per i fondelli?». E loro a mandar giù. Per poi sfogarsi con Bersani e la Bindi: «Altro che a 67 o a 70 anni, in pensione andateci subito!».