Se “Il Fatto” dimentica di fare un nome…

Dalla scomparsa dei fatti, denunciata da Marco Travaglio in un libro di successo, alla scomparsa dei nomi, quella che si è verificata ieri nelle pagine del quotidiano diretto dal popolare giornalista dipietrista. Hai voglia a cercare, ma in quella paginata di trionfale analisi della multa comminata dall’Antitrust all’Auditel, per abuso di posizione dominante a favore di Rai e Mediaset (che se ne dividono il controllo azionario), non si cita mai il nome del presidente dell’Authority che vigila sulla concorrenza. Lo facciamo noi, si chiama Giovanni Pitruzzella. Non è uno scoop: quel nome lo hanno fatto anche i colleghi del “Fatto”, solo qualche giorno fa, quando l’avvocato palermitano fu nominato al posto di Antonio Catricalà. Fu definito «un amico di famiglia di Schifani», in quanto socio e avvocato del presidente del Senato. Il quotidiano di Padellaro e Travaglio ci andò giù duro: «L’investitura è ufficiale: scelta, come da regolamento, dei presidenti Re-nato Schifani (Senato) e Gianfranco Fini (Camera), stretta di mano, ampi sorrisi e fotografie istituzionali al Quirinale. Non male per il governo Monti di larghe intese. L’uomo che dovrebbe tra le altre cose vigilare sul conflitto d’interessi di Silvio Berlusconi e di numerosi emuli italiani è un amico di Schifani al cubo: consigliere, avvocato, socio di famiglia». Nonché, per dovere di cronaca, anche avvocato di Schifani nella causa per diffamazione intentata dal presidente del Senato contro lo stesso Travaglio. Che ovviamente non ha preso bene la nomina di Pitruzzella ma ha accolto con favore la multa comminata all’Auditel di Rai e Mediaset “berlusconiane”. Dimenticando di ricordare che il “famiglio” di Schifani non è stato tenero con il suo parentame. Dimenticando di dire chi è il presidente dell’Antitrust. Dimenticando i fatti e anche i nomi, stavolta.