«Politici come rockstar, ma la musica non cambia»

Riservato senza essere snob, sensibile e poetico, Raf conclude al Gran Teatro di Roma il 9 e 10 dicembre il tour legato al suo ultimo lavoro <+corsivo>Numeri<+tondo>. Un titolo in qualche modo profetico che trova ogni giorno una ricaduta nella vita quotidiana. Vaghiamo nella società sempre più spersi e senza sogni, quasi che ce li avessero tolti coloro che muovono i bottoni.

A maggio scorso sei uscito con “Numeri”, da allora cosa è cambiato? Siamo sempre più numeri…..

Da maggio ad oggi le cose sono andate in questo senso, mi pongo domande a cui non trovo risposte, mai come in questo periodo le sorti di un continente intero se non di tutto il pianeta sono dipese dalle borse, tutto ruota intorno a un’economia che sembra impazzita, sono esterrefatto, tutto questo ci condiziona, non vorrei accendere la tv e sentire parlare di spread, tassi d’interesse, debito pubblico.

Termini che nessuno ci ha insegnato.

Certo, la sensazione è che tutto questo sia distante dalle persone vere, dalla vita reale, la gente ogni giorno ha dei problemi che deve affrontare con più fatica perché i problemi diventano maggiori. Hai la sensazione che un mondo vive di questo e specula sulla pelle di tutti gli altri esser umani.

Quale stato d’animo registri tra le persone che vengono ai tuoi concerti?

Io ringrazio sempre chi viene e lo faccio anche usando un social network che non amo particolarmente ma  che è utile; ringrazio la gente anche durante il concerto, mi danno una gioia enorme. Amo dire sempre che il concerto lo fa anche il pubblico, è uno scambio, io ce la metto tutta ogni sera per arrivare a loro nel profondo, toccare le emozioni, divertendoli e divertendomi, e quando vedo i loro sguardi e vedo che tutto alla fine del concerto diventa uno scambio continuo di emozioni e di affetto, mi riempio di gioia. Parliamo di cose che quando avvengono sono sempre più belle perché sono sempre più rare nella vita di tutti i giorni.

La musica come una medicina contro le brutture della vita; sono  occasioni da moltiplicare e invece sono sempre piu rare.

Si dovrebbe vivere di questo, gli essere umani sul pianeta devono capire cosa li fa stare bene realmente, il sistema ci ha obbligato ad affezionarci a beni materiali, a oggetti di consumo che ci danno soddisfazioni momentanee, ma non ci fanno stare veramente bene, anzi ci peggiorano le cose perché per fare questo c’è bisogno di un’economia che deve correre e andare avanti. Con un po’ di buon senso le persone e chi ci governa dovremmo tutti capire quali sono le cose vere che ci fanno stare bene ed eliminare il resto, cercare di andare nella direzione giusta. Sembra semplice ma è la cosa piu complicata che ci possa essere e per questo non vedo grandi soluzioni all’orizzonte.

È difficile per tutti.

C’è sempre la speranza, l’umanità ha vissuto periodi di decadenza,  stiamo vivendo una fase di decadenza ed è sotto gli occhi di tutti sotto molti aspetti, non solo economici ma anche sotto l’aspetto culturale e morale. A questo si aggiunge da un po’ di tempo il fatto che il clima sta cambiando, alcuni dicono che  è impazzito, altri dicono che è questione di cicli storici, in questa epoca siamo testimoni di un periodo difficilissimo e chissà che accadrà ancora per poi rinascere, è un grosso interrogativo nessuno ha la soluzione.

Un cantante si sente responsabilizzato ancora di più?

Io non mi sento reponsabilizzato perché comunque, (per questo mi sento molto soddisfatto) se vedo che molta gente mi identiifca come la persona che è riuscita a fargli passare per una serata bei momenti, a non fargli pensare alle cose negative, se sono riuscito a sollevare l’animo delle persone seppure per qualche ora, oppure quando me lo dicono dopo avere ascoltato il disco, tutto questo capisci è già una grande soddisfazione e questo è davvero il mio obiettivo. Per il resto oggi i cantanti non hanno spazio, se paragoniamo l’attenzione dei media sui politici, quella dei cantanti è esigua, quindi forse questa è una delle ragioni in cui ci sentiamo mal rappresentati dalla classe politica. Forse i riflettori su di loro sono troppi. Io mi ricordo vagamente le figure politiche del passato, quelle nelle quali riponevi la fiducia, quelle a cui pensavi come ad una persona moralmente corretta, politicamente corretta. Ci sono state queste figure tanti anni fa, abbiamo avuto un presidente della Repubblica che andava in giro con un cappotto logoro perché non voleva pesare economicamente sugli italiani, oggi invece nonostante le pressioni di tutti per cercare di far diminuire i bonus, loro non ci sentono proprio da questo orecchio. Voglio dire: un cantante fa quello che può e non è poco, pero insomma  chi dovrebbe fare il proprio dovere non lo fa. Ormai da tempo ed è un’opinione diffusa, c’è abbastanza disillusione sotto questo aspetto, nessuno più crede in persone che possono dare tanto per gli uomini.

Di incentivare l’arte e la cultura nemmeno a parlarne, solo tagli….

A parole si dice di voler fare riforme che diano più equità,  in realtà non è così’. Non uso i loro termini, adottati da politici dell’ultima ora,  però si va a toccare sempre le fasce che in realtà avrebbero bisogno di più aiuto. Io sono benestante e non ricco per davvero, non vivo di stipendio,  dico spesso che si dovrebbe andare a cercare di fare seriamente come in altri Paesi un’azione vera e molto più dura verso chi non paga le tasse. Bisognerebbe andare a toccare laddove ci sono gli sprechi, dove veramente si spreca il denaro, credo che è così evidente e non ci vuole un esperto di economia per rimettere in sesto un’economia che non funziona e che è ferma. Devi fare in modo che chi vive di stipendi riesca ad arrivare a fine mese anche spendendo qualche soldo, ma se questi soldi glieli togli, è ovvio che le persone non possono spendere e quindi i soldi,  tanti soldi, restano fermi dove già esistono grandi patrimoni.