Non potevano mancare le nuove Br

Un’altra cosa di cui l’Italia non può proprio fare a meno sono le Brigate rosse. O loro emuli e aspiranti tali. In ogni momento di crisi, che sia economica o politica o interna alla sinistra, spuntano immancabilmente. Non sono certo le original. Anch’esse, come ogni cosa che viene da sinistra, sono sempre “nuove”. Un esperto potrebbe dire che “non esiste una continuità di struttura, ma una continuità di cultura”. Perché ormai anche le Br sono un vizio italiano, come il qualunquismo, la corruzione, il furbettismo e il nostalgismo. Che una volta era solo per “i tempi in cui i treni arrivavano in orario”, ora è per i partiti della Prima repubblica e per i suoi “cavalli di razza”, per la Lira e – perché no? – per i fantastici anni Settanta. Cinque esaltati in grado di fare una lettera esplosiva ci saranno sempre (anche perché le istruzioni si trovano su internet, alla faccia di chi vuole “leggi ammazza web”) e anche gli scemi che mandano proiettili o bossoli imbustati. Che poi che minaccia è? “Vedi che ho i proiettili quindi ti potrei anche sparare?”. E che sei così cretino da avvertirmi prima, così io mi prendo la scorta o giro armato e magari ti sparo per primo? Ma a prenderli sottogamba da anni ci si ritrova con qualcuno che ci rimette un dito (o la vita). Le Br sono sempre sedicenti. Quelli che devastano Roma sono sempre fantomatici Black Bloc e se qualcuno viene beccato ed è militante dei Kollettivi vuol dire solo che “i giovani sono giustamente arrabbiati contro chi gli vuole negare il futuro…”.