«Monti? Merkel e Sarkozy non invitano neanche lui »

Tira una brutta aria, dice il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri. E non si riferisce certo al congresso del Ppe, dove il Pdl, dice, «si è presentato con una delegazione numerosa e qualificata» (nonostante Buttiglione). È la situazione generale dell’Europa a destare preoccupazione. Tanto da convincere il Pdl a sostenere la manovra di Monti. Gli elettori, spiega, «sono preoccupati, ma capiranno che stiamo salvando l’Italia».

Come è andato il congesso del Ppe?

Per quanto riguarda il Pdl direi che è andato bene: Alfano ha fatto il suo esordio sulla scena internazionale, fra l’apprezzamento generale. Ha svolto dalla platea un ottimo incontro e ha avuto colloqui con gli altri leader.

E Berlusconi?

La sua presenza è stata una importante garanzia di continuità, anche lui ha avuto colloqui ai massimi livelli.

Insomma, sembra soddisfatto…

Nel Ppe il Pdl si è dimostrato una componente forte, numerosa, fra le più qualificate. D’altra parte…

D’altra parte?

Dai discorsi di Sarkozy, Merkel e Barroso si evince che in Europa c’è una situazione difficilissima. L’aria non è affatto rassicurante. Lo spread è in risalita, la borsa è calata, lo sfondo generale è drammatico e allarmante. Sarkozy ha chiesto soluzioni, ma la Merkel è stata sin troppo elusiva…

Qualcosa in Europa continua a non funzionare, insomma…

Ci sono preoccupanti prospettive e dobbiamo registrare ostacoli di tipo nazionale alla fede europeista che pure tutti continuano a sbandierare…

A proposito di Europa: secondo la vulgata Monti avrebbe risollevato le sorti dell’Italia in Europa. Le sembra che sia andata davvero così?

Mah, nel congresso del Ppe c’è stato grande rispetto nei confronti di Berlusconi, questo mi sembra indubitabile. Per quanto riguarda Monti, dopo i primi colloqui di cortesia con i leader europei mi sembra che continui ad essere escluso dai vertici fra Merkel e Sarkozy. Alla sua nomina non c’è stato alcun calo dello spread. Insomma, non vedo tutti questi cambiamenti.

Nel frattempo ha seguito la polemica fra Buttiglione e Alfano?

Guardi, sono all’aeroporto, Buttiglione è proprio qui a fianco. L’ho già detto anche a lui: «Rocco, sei un seminatore di confusione». Ha fatto bene Angelino a rispondergli facendo valere le proporzioni fra Pdl e Udc.

In effetti quella polemica è sembrata un po’ stonata…

Lui è fatto così: è molto colto, è una personalità di rango, ma ha la tendenza ad andare in confusione e, alla fine, a perdersi per strada. Anche la sua nomina a commissario europeo saltò per questi suoi errori. Le sue sono state osservazioni sbagliate: siamo al congresso del Ppe, valorizziamo gli elementi di convergenza anziché quelli di divisione.

Ce ne sono?

Certo, noi e l’Udc facciamo riferimento al medesimo universo valoriale. E infatti questo incidente non frena il cammino di riavvicinamento fra noi e loro.

Casini ha gettato acqua sul fuoco, in effetti…

Casini avrebbe fatto meglio a venire al congresso del Ppe, magari avrebbe evitato a Buttiglione questa figuraccia.

La polemica, comunque, riguardava sempre il ruolo di Berlusconi. Ma insomma, nel nuovo Pdl il Cavaliere sarà centrale o no? Farà il padre nobile o avrà un ruolo politico centrale?

Qualcuno voleva che Berlusconi si eclissasse dalla scena politica e così, fortunatamente, non è stato. In generale, credo occorra valorizzare il ruolo della nuova generazione, quella di Angelino Alfano, seguendo in questo, peraltro, la stessa volontà di Berlusconi. In definitiva: chi sognava un mondo deberlusconizzato è rimasto deluso, ma allo stesso tempo occorre continuare il rinnovamento.

Questo per il domani. È l’oggi, tuttavia, che sembra preoccupare gli italiani. Lei crede che gli elettori del Pdl capiranno il vostro sostegno al governo Monti? Non c’è il rischio che la vostra posizione appaia ambigua ai più?

Guardi, dai nostri elettori arrivano molti segnali di preoccupazione, soprattutto grazie alla rete, che permette di testare gli umori in tempo reale. Molti sono critici rispetto alla manovra. Noi, per quel che ci riguarda, stiamo chiedendo le dovute modifiche al testo, vedremo che si potrà fare.

Ma non temete una reazione di rigetto da parte degli elettori?

Comprendiamo l’amarezza, ma qui c’è da salvare l’euro, l’Italia, l’Europa. Crediamo che se domani gli elettori scoprissero che non abbiamo fatto nulla quando potevamo la reazione sarebbe ben peggiore…

La manovra, comunque, non ha suscitato molti entusiasmi…

Alcuni aspetti riprendono le proposte già formulate dal governo Berlusconi nella lettera inviata all’Europa. Altri sono decisamente più ordinari e non è che servisse una particolare scienza per formularli…

Si poteva fare di meglio, forse…

Il problema è che i dati generali restano allarmanti. Qui c’è una crisi in atto. Una crisi europea, come aveva sempre precisato Berlusconi. In questo quadro c’è poco da sottilizzare: quando la casa brucia si deve spegnere l’incendio, non discutere del colore degli intonaci.

Cambiando argomento: l’arresto di Zagaria, il boss dei Casalesi, ha fatto piovere sul governo una serie di elogi diffusi. Eppure, quando Maroni faceva notare il numero dei boss arrestati sotto il governo Berlusconi, era accusato di strumentalizzare la lotta alla mafia…

Direi che questo è normale e francamente eviterei polemiche. Conosco e stimo il nuovo ministro dell’Interno. Del resto anche noi abbiamo fatto leggi severissime contro la mafia. E abbiamo rappresentato un’altra Italia rispetto a certe sedicenti autorità morali della nazione come Ciampi e Scalfaro, che sono stati nuovamente convocati dai giudici per rispondere sulla vergognosa vicenda dei 41 bis tolti ai boss. E speriamo che stavolta i giudici non si accontentino delle solite risposte elusive.