Luca in politica ma il treno è passato (e ci è salito Monti)

“Ma come fa a rimboccarsi le maniche se tiene l’orologio sopra il polsino?”, è la migliore battuta del giorno su Twitter. Sarà perché quella casella da salvatore della Patria è già occupata, sarà perché è la decima volta che annuncia, o lascia intendere, di essere pronto al grande salto, sarà perché è fin troppo chiara a tutti la strana coincidenza tra il suo debutto e quello del super-treno “Italo” della sua Ntv, ma ieri il proclama di Luca Cordero di Montezemolo sulla sua discesa in politica ha sollevato più frizzi e lazzi che esultanza o spavento, sia tra i politici che tra la gente comune. Gelo dai partiti, perfino da quel Terzo polo che più volte lo aveva proposto come l’anti-Berlusconi, per poi ripiegare su Passera e Monti. Gelo anche da Berlusconi: “Auguri”. Gelo anche dalla gente comune, che ieri sul web s’è scatenata in commenti ironici, peraltro in una chiave anti-casta. Destino ingrato, visto che proprio lui, che oggi viene identificato come il tecnico dell’Italia dei ricchi e dei “carini” (copyright Crozza), era stato la sponda ideale fin dall’inizio della campagna lanciata da Stella e Rizzo contro la casta della politica. Altri hanno beneficiato di quella ondata di anti-politica, in primis Monti, che oggi interpreta il ruolo di tecnico salva-Italia al quale aspirava lui, da anni. Ed è per questo che sorprende l’assoluta intempestività del suo annuncio, a meno che la chiave di lettura non sia esclusivamente quella affaristica. A meno che non si voglia credere a quella tardiva smentita del suo portavoce, secondo cui Montezemolo non ha annunciato un bel niente. Di sicuro, però, esiste un conflitto d’interessi lungo quanto un treno ad Alta velocità.

Il proclama di Luca
«Il prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l’apertura di una nuova stagione della politica italiana». Luca Cordero di Montezemolo utilizza il web e il sito di “Italia Futura” per annunciare la propria discesa in campo. «Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione». E gli argomenti sono quelli di sempre, all’insegna dell’anti-politica: «La seconda repubblica ha fallito. Ostaggio di populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità». «Alla nuova stagione politica che si aprirà – nota Montezemolo – gli italiani vogliono partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia. Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente cambi».

Le sue sentinelle politiche
In Parlamento Luca di Montezemolo ha un paio di sentinelle. L’economista eterodosso ex Pd, Nicola Rossi, che di fatto gli scrive i discorsi politici e ne segue la linea economica, e l’ex pidiellina Giustina Destro, che da metà ottobre aveva lasciato la maggioranza, in quota Scajola, per approdare nel Misto, senza dimenticare di ricordare a tutti la sua amicizia con Luca. Altri generali: ma le truppe?

Italo o Pocho?
La settimana scorsa Montezemolo aveva fatto debuttare il nuovo treno superveloce destinato a sfidare le Ferrovie dello Stato nelle tratte a maggiore reddività. Si chiama “Italo” e in tanti hanno ironizzato sull’influenza del parlamentare di Fli, Bocchino (uno dei suoi sponsor politici), nella scelta del nome. Ma in realtà quel nome è frutto di un sondaggio svolto nelle stazioni italiane, con criteri alquanto balzani, visto che il secondo nome classificato è stato quello del “Pocho”, pseudonimo del calciatore del Napoli Lavezzi, che nel 2008 era così caro ai tifosi azzurri da indurli alla mobilitazione su scala nazionale. Meno male (per Montezemolo) che alla fine vinse Italo, altrimenti i suoi treni si sarebbero fermati sul Garigliano o presi a pomodori al primo interista in circolazione.

Il conflitto d’interessi

Difficile stabilire quale sia l’ammontare della partecipazione azionaria di Luca Cordero di Montezemolo nella Ntv, condivisa con Diego Della Valle. Ha provato a fare una stima il libro-inchiesta firmato dal giornalista Stefano Feltri: «Il leader di Italia Futura ha in mano l’11 per cento della società ferroviaria, il cui valore quindi è di circa 41 milioni». Quanto basta per rendere sospetta la sua discesa in campo in una fase in cui ci si prepara ad affilare le armi contro le ferrovie di Moretti. Una minaccia? O un braccio che inizia a stendersi verso un altro tecnico che qualcuno vorrebbe futuro leader di una coalizione di centrosinistra, Corrado Passera? Di sicuro c’è quel pacchetto di azioni di Ntv detenuto da Intesa, cui il ministro dello Sviluppo è molto legato, come si sa. E una guerra con Trenitalia tutta da combattere.