Lazio, dalle parole ai fatti: 10 milioni per il “Piano povertà”

Dalle parole ai fatti. Prima il bonus bebè ora l’attenzione ai poveri: la Giunta Polverini è un esempio di concretezza. Sostegno agli anziani, alle strutture che danno da mangiare ai poveri, a quelle che danno accoglienza notturna ai senzatetto, come l’ostello Caritas della stazione Termini di Roma, ma anche a chi sostiene i genitori separati e le mamme con figli. Sono alcuni degli interventi previsti dal primo “Piano povertà” della Regione Lazio, un progetto da dieci milioni di euro, presentato ieri dal governatore Renata Polverini insieme con l’assessore ai Servizi sociali Aldo Forte e il direttore della Caritas diocesana di Roma, monsignor Enrico Feroci. «Dopo solo sei mesi l’Osservatorio per la povertà che abbiamo costituito in Regione con le associazioni del volontariato ha dato dei risultati: ora mettiamo in campo un piano da circa dieci milioni che dà risposte lì dove ci sono i bisogni – ha detto la Polverini – Tutte le associazioni hanno partecipato, il Piano guarda agli anziani, ai giovani in difficoltà, alle famiglie che hanno bambini malati oncologici. Dà risposte alle mense per i poveri, i centri notturni: cerca quindi di dare risposte concrete a esigenze reali. Per la prima volta, anche in contrasto alla povertà, la Regione Lazio mette in campo misure strutturali attraverso un piano concordato che secondo noi raggiungerà gli obiettivi che ci siamo prefissati».
Il Piano, effetto del lavoro dell’Osservatorio sulla povertà, nasce in collaborazione con diciotto associazioni che insieme alla Regione hanno contribuito all’individuazione degli interventi previsti e che si occuperanno della loro erogazione: Caritas, Centro Astalli, Centro don Orione, Comunità Sant’Egidio, Fondazione don Luigi di Liegro, Centro Elis, Capodarco onlus, Opera don Calabria, Opera don Guanella, don Bosco, Centro italiano opere femminili salesiane Lazio, Acse Associazione comboniana, Unitalsi, Frati minori onlus, Casa dei diritti sociali, Acli, Agop onlus, Associazione Salvamamme. Un piano concreto che prevede oltre tre milioni e 600mila euro per programmi a sostegno degli anziani (di cui tre milioni per la creazione di cinque poli sociali, uno per ogni provincia); un milione e ottocentomila euro per il potenziamento delle strutture che erogano i servizi di mensa; oltre un milione per l’accoglienza notturna; oltre un milione per centri diurni e per strutture di accoglienza per genitori separati e per le mamme con figli; circa 500mila euro per il sostegno familiare, i Centri di ascolto per favorire l’incontro e il contatto fra persone in difficoltà e nuclei di volontari e il reinserimento sociale dei giovani con disagio; 850mila euro per l’attivazione del “Banco alimentare” e dell’“Emporio della solidarietà”: due azioni finalizzate al recupero di prodotti agroalimentari freschi e invenduti dai mercati ortofrutticoli, associazioni non profit, parrocchie, istituzioni pastorali, case famiglia, case di accoglienza per anziani; 500mila euro di quota regionale per il completamento e l’ammodernamento dell’ostello alla stazione Termini della Caritas diocesana di Roma; 50mila euro per un progetto di assistenza ai bambini malati oncologici e alle loro famiglie.
 È un Piano che dà risposte seguendo non tanto il principio di povertà ma di vulnerabilità, ha spiegato l’assessore ai Servizi sociali Aldo Forte, ricordando il tema dei “nuovi poveri”. «Non parliamo di interventi a pioggia – ha detto –  ma di un Piano con interventi strutturali, con una visione più ampia che sa guardare al futuro». Un tema sul quale ha insistito anche il direttore della Caritas diocesana di Roma monsignor Enrico Feroci: «Auspico che questo Piano diventi un tavolo di osservazione per quello che succede in questa regione: portiamo il nostro grazie a nome di tutti coloro che ne beneficeranno». Un plauso è arrivato da Grazia Passeri, presidente dell’associazione Salvamamme: «È un progetto molto concreto  basato sulle richieste dell’associazioni che svolgono un lavoro continuativo e non episodico sul territorio. Il rischio – ha osservato – quando si parla di fondi pubblici, è quello di fare progetti spot che non riescono a incardinarsi nei bisogni reali della società che hanno tutti la stessa dignità. Noi operiamo perché ogni famiglia sia nutrita, vestita e curata a sufficienza. Dopo viene tutto il resto. È un progetto solido e di grande respiro che darà un aiuto concreto alle persone in difficoltà e alla famiglie non solo straniere, ma anche italiane». Anche Giuseppe Merpignano, consigliere regionale eletto nella Lista Polverini, ha valutato positivamente il progetto, «in un periodo di grave crisi come quella che stiamo vivendo oggi. La Regione Lazio – ha osservato – sta facendo uno sforzo economico notevole perché dieci milioni di euro sono una cifra consistente da investire sul sociale. Per le classi meno abbienti è sicuramente un’azione molto positiva. La Polverini si sta muovendo molto bene perché, malgrado abbia ereditato una situazione debitoria allarmante, in meno di due anni è riuscita a ridurre il deficit sanitario con una grande operazione di risanamento e ora riesce a trovare anche i fondi per i meno fortunati». E Francesco Saponaro, presidente della commissione Piccole e Medie imprese, ha aggiunto che «la solidarietà da sola non basta ad aiutare i cittadini del Lazio».