Il “salva Italia” fa paura: si scappa anche dai saldi

Icommercianti confidano nei saldi come «una boccata d’ossigeno», ma le associazioni dei consumatori fanno previsioni fosche. Se infatti Confcommercio stima una spesa media di 403 euro a famiglia in occasione dei saldi invernali, secondo il Codacons solo il 40% delle famiglie approfitterà dei saldi invernali, la spesa media pro capite sarà di 110 euro e il calo delle vendite raggiungerà quota -30% rispetto ai precedenti saldi invernali.
Saldi-flop e calo delle vendite del 30% anche per l’Adoc che, con il presidente Carlo Pileri, stima «un budget di spesa non superiore ai 90 euro a persona. Le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualità(-35%) saranno un vero e proprio flop, anche l’abbigliamento di alta qualità avrà segno negativo, il calo previsto è del 7%. Solo l’abbigliamento sportivo riesce a contenere i danni, perdendo solo il 2%». Secondo l’Adoc, «i saldi seguono l’andamento delle vendite prenatalizie, che hanno registrato un calo del 28%, per la prima volta sono calati anche gli outlet (-6%) e i centri commerciali (-8%), sono andati bene solo mercatini (+5%) ed e-commerce (+13%). Per quanto riguarda il calendario dei saldi, lucani e siciliani potranno approfittarne a partire dal 2 gennaio e i friulani dal 3, nelle grandi città e in quattordici regioni le vendite a costo ribassato partiranno il 5 gennaio, mentre l’appuntamento per molisani e altoatesini è rinviato al 7 gennaio, e i valdostani dovranno aspettare il 10.
Ha morso la stangata Monti sulle vendite di Natale e anche i saldi  saranno un disastro. La conferma viene dai consumatori con ogni tipo di portafoglio, per così dire, consultati in giro per la città secondo un sondaggio empirico ma rappresentativo. Gabriella Ricciardi, insegnante, ci dice che approfitterà dei saldi «solo per comprare un paio di scarpe di buona qualità. Mentre per mio figlio comprerò solo quello che ancora gli manca, non so, una felpa in più o una giacca che possa fare da passe-partout», ci racconta. «Già per Natale ho fatto regali low coast, cd musicali e libri in offerta nelle grandi catene di distribuzione. Scelte di qualità con pochissima spesa. L’Ici sulla prima casa si è abbattuta sui miei genitori che ogni tanto mi aiutavano, ma ora con la previsione di circa 700 euro di tassa sulla casa, non posso contare su di loro. Per quanto mi riguarda la previsione degli aumenti di luce e gas e delle accise sulla benzina, mi hanno bloccato del tutto».
Per Anna Arena, collaboratrice domestica, saldi ridotti all’osso: «Comprerò solo scarpe da lavoro di media qualità, che consumo molto. Per il resto cerco di andare avanti con quel che ho. Ho molti nipoti e volevo comprare loro qualcosa per l’Epifania, ma non lo farò, solo qualche dolcetto fatto da me. Già a Natale, del resto, mi sono dovuta industriare e sono riuscita a spendere poco più di 50 euro per regali acquistati in grosse catene commerciali tipo Risparmio Casa». Strategie di risparmio per il futuro? «Ho tre persone in casa e per fare la spesa seguo le offerte reclamizzate sui volantini che trovo in giro. Laddove si risparmia di più, compro. I discount sono una manna, si risparmia molto sul pane ma anche su frutta e verdura, basta saper scegliere».
Non è tanto quanto uno ha in tasta, sembra di percepire, ma l’imponderabile che sta dietro l’angolo. «In genere non mi faccio allettare dai saldi e a maggior ragione quest’anno», taglia corto Mario Carabella, commercialista in pensione. «L’aumento dei carburanti e l’Ici sulla prima casa mi hanno indotto a rivedere alcune priorità. Visto che mi diletto molto con i viaggi in auto e non intendo rinunciarci, devo tagliare su altri settori, quindi addio saldi». Un’altra pensionata, ex impiegata in un casa editrice, Stefania Turchi, non si farà allettare dagli sconti: «Volevo comperare un cellulare nuovo e un televisore più moderno, ma eviterò. In fondo, agli articoli tecnologici posso rinunciare anche in presenza di mega-offerte. Mi accontenterò di quelli vecchi». Sostiene che i consumi che la manovra Monti presuppone per il nuovo anno «hanno imposto una netta revisione degli stili di vita: niente viaggi, niente ristoranti ma anche un sano quotidiano risparmio nei supermercati e nei discount, dove mi trovo bene nell’acquisto di scatolame, yogurt, formaggi e affettati».
La situazione sembra più grave di come la si dipinge. «Il fatto è che magari ancora non c’è la percezione netta di essere in recessione, ma questo è ancora peggio, perché la sensazione di incertezza e di paura su cosa accadrà di qui a qualche mese è già di per sé propedeutica alla recessione», spiega Alessandro Consolini, programmatore e titolare di una società di servizi informatici. «Saldi? No grazie, anzi, consiglio di non lasciarsi prendere la mano. Nel doppio ruolo di consumatore e fornitore di servizi mi sento di consigliare di acquistare solo quel che manca veramente dal proprio guardaroba, guardandosi dalle offerte allettanti che magari si rivelano non utili quanto sembrerebbe».
La conferma che le misure cosiddette salva-Italia siano recessive viene da Marcello Brighenti, titolare di negozio in via Frattina e punto di riferimento dei commercianti del centro di Roma, punto di osservatorio privilegiato per gli acquisti dei romani e dei turisti. «La manovra Monti agirà da “fermo psicologico” anche per gli acquisti in saldo – ci dice – anche al di là delle disponibilità economiche di ognuno. Non mi spetto niente. A Roma la maggior parte delle persone è a reddito fisso e c’è timore in attesa di una ripresa per ora solo annunciata». Aggiunge: «Trovo che alcune misure adottate dal governo siano fuori dalla realtà. Una su tutte, la tracciabilità del contante sopra i 1000 euro. Ora tutti sanno che di questi tempi i turisti più ricchi sono quelli russi e slavi che girano sempre con grose cifre in contanti perché amano spendere in prodotti di qualità italiani. Porre questo limite è un grosso handicap perché ci costringe a mettere in difficoltà il cliente che vuole fare acquisti. Ed è l’ultima cosa che un negoziante deve fare, mettere in imbarazzo il cliente. In questo periodo soprattutto», aggiunge,  ci vorrebbe più snellezza e velocità. Una mia cliente anziana, per esempio, è andata nella sua Banca per prelevare più di mille euro prima di Natale per fare i regali ai figli e ai nipoti. Ma quando l’Istituto di credito le ha presentato il  modulo per spiegare dove e come li dovesse spendere, quando è un’operazione che fa ogni anno, si è sentita perduta e intimorita. Ha rinunciato e ha speso molto, molte meno. Così andiamo in recessione dritti drittti». Nei centri commerciali, il clima non cambia, ci dice la responsabile del negozio Nuvolari del grande Centro RomaEst: «Nonostante le nostre offerte di gente se ne vede molto molto meno e dai saldi non ci aspettiamo molto di più… anzi», taglia corto, «sta entrando un cliente, la saluto, speriamo bene! Click».