…E Pd e Udc divennero fan di “Porta a Porta”

Prima o poi dovrà farlo, il Monti. Sparare lì, in un incontro ufficiale, una bella barzelletta piccante, del tutto fuori luogo, fra l’imbarazzo generale. E sarà bello, allora, vedere se il Pd, l’Udc, il Terzo Polo, Repubblica e il Corriere si metteranno a lodarne la vis comica, rimangiandosi le grida di dolore dell’epoca berlusconiana, quando tutto era scandalo e ogni cosa “ci faceva vergognare agli occhi del mondo”. Perché l’andazzo, a tutti gli effetti, sembra proprio quello: l’asservimento puro e semplice, in spregio totale a ogni parvenza di coerenza. L’ultimo atto della farsa è accaduto ieri: dopo giorni e giorni in cui Monti ha accuratamente dribblato il Parlamento, silenziando il dibattito e tenendo tutti (tranne la Merkel) all’oscuro dei suoi piani, ecco che il premier scioglie il riserbo e dichiara che vuoterà il sacco… a “Porta a Porta”. Sì, il salotto levisivo di Bruno Vespa, quello del berlusconiano “contratto con gli italiani”, maliziosamente ribattezzato “la terza Camera” per l’uso para-politico che si dice ne facesse il Cavaliere. Monti, martedì, avrà un doppio spazio: un’anteprima di mezz’ora in prima serata e un approfondimento nel consueto spazio di seconda serata. Monti, che sarà accompagnato dai ministri Corrado Passera ed Elsa Fornero, avrà un colloquio con Bruno Vespa tra le 20.35 e le 21.05 in uno spazio che sostituirà eccezionalmente “Qui Radio Londra” di Giuliano Ferrara e “I soliti ignoti” di Fabrizio Frizzi. Durante l’approfondimento di “Porta a Porta” in seconda serata, i rappresentanti del governo si confronteranno anche con tre direttori di giornale. Chissà che scandalo, direte voi, dato che nel momento di quest’annuncio ancora non era nota la data della relazione al Parlamento del premier. Chissà che barricate in piazza, contro l’esproprio televisivo della democrazia. E invece leggete qua: «Complimenti alla Rai e a Bruno Vespa che ospiteranno il premier Monti a “Porta a Porta”», dichiara il senatore Riccardo Milana di Alleanza per l’Italia che tuttavia, per non farsi mancare nulla, si mette a strafare: «Ma un’occasione così importante e vitale per il Paese – aggiunge – non sarebbe stato più opportuno trasmetterla in prima serata? Stiamo parlando della prima apparizione televisiva del premier Monti, insieme ai ministri Passera e Fornero in cui verranno illustrati i provvedimenti del governo per affrontare la crisi economica. Mandare una puntata così cruciale e importante in seconda serata significherebbe penalizzare tanti cittadini che a un’ora così tarda magari non sono davanti alla televisione ma già a letto». Siamo alla follia. Ma non è tutto. Ecco Pierferdinando Casini, che si aggiunge al coro: «Credo che sia importante spiegare al Paese». E il Pd? Almeno il Pd avrà protestato, avrà fatto baccano, avrà denunciato la telecrazia che spodesta la democrazia, avrà urlato al rigurgito berlusconiano? Macché, sentite Giorgio Merlo, vicepresidente della Vigilanza Rai: «Credo sia un esercizio inutile, nonché ridicolo, ironizzare sulla presenza di Monti da Vespa. Che differenza fa andare da là, da Floris o dall’Annunziata?». Nel centrodestra, invece, qualcuno la stranezza l’aveva fatta notare. In prima fila, ovviamente, il Carroccio: «Il presidente del Consiglio fa un altro sgarbo alla democrazia anteponendo la sua presenza televisiva al dovere istituzionale di riferire in Parlamento», aveva detto il leghista Maurizio Fugatti. Ma anche il Pdl, per bocca di Osvaldo Napoli, aveva protestato ironicamente: «Invito tutti i colleghi parlamentari a sintonizzarsi, martedì prossimo, con la prima rete Rai. Con un piccolo accorgimento si può anche evitare una lunga e noiosa discussione parlamentare, sarà sufficiente dotare ogni parlamentare di una macchinetta Auditel». A metà pomeriggio era giunta la smentità: martedì sera Monti andrà a “Porta a Porta”, ma prima – lunedì, rispettivamente alle 16 e alle 18 – parlerà a Camera e Senato. Evidentemente qualcuno, fra i consiglieri del premier, ha avuto più lucidità dei suoi laudatori più servili.