Arriva il prof robot (targato Telecom)

Quando qualche personaggio pubblico ha voglia di dire qualcosa di intelligente e propositivo, soprattutto se è un po’ in là con gli anni, c’è un cavallo di battaglia con cui si va sul sicuro: le nuove tecnologie. La butti lì e non sbagli mai: «Bisognerebbe incrementare le nuove tecnologie». E giù applausi. Deve averlo capito anche il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che nel videoforum di Repubblica.it si è dato al futurismo: «I libri – ha detto – si spostino sui tablet. Si possono scaricare, non gratis, le cose hanno un valore. Possono così divenire dei “book in progress”, sfruttare al massimo l’interattività. E alla fine si risparmia, pur considerando l’acquisto del tablet». E per non farsi mancare nulla, ha aggiunto che per l’ammissione ai corsi di laurea ci vorranno anche test in inglese. Avesse aggiunto anche la terza “i”, “impresa”, si potevano anche riciclare i tanto sbeffeggiati manifesti di Berlusconi, magari con la faccia di Profumo al posto del volto sorridente del Cav. Anche perché l’impresa ci sarebbe pure: perché non Telecom Italia, dove il ministro sedeva in cda fino a poche settimane fa e che guarda caso si occupa esattamente (tra le altre cose) di nuove tecnologie? Malignità a parte, resta comunque l’impressione di una boutade visionaria fine a se stessa. Anche perché fino a ieri era tutto un lamentarsi di prof, alunni e bidelli sugli istituti che cadevano a pezzi, la carta igienica da portarsi da casa e via dicendo, con un quadro generale al cui confronto la scuola di Io speriamo che me la cavo sembrava Harvard. Oggi i soldi sembrano addirittura avanzare, al ministero, tanto che si favoleggia di banchi touch screen e, perché no, insegnanti cyborg e gite scolastiche in astronave. E ancora: Dante in fiamme «al largo dei bastioni di Orione» ed equazioni «balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser». Oppure, molto più semplicemente, queste boiate andranno «perdute nel tempo, come lacrime nella pioggia». Le lacrime, semmai, le mette la Fornero.