«Alleanze diverse al nord e al sud? Una sciocchezza»

Il tema delle alleanze future nel centrodestra tiene banco in questi ultimi giorni dell’anno, anche se l’ipotesi di elezioni politiche in primavera non decolla, nonostante i segnali di ostilità che arrivano dalle fila del Pdl nei confronti delle misure del governo Monti. L’ipotesi di alleanze variabili a nord e centro sud , con Lega e Udc, viene bollata dall’ex ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, come  “un’autentica sciocchezza”. La Lega? «A Roma si è comportata bene e dobbiamo puntare a ricostituire l’asse di questi anni, recuperando l’Udc», spiega il  senatore Pdl che in una conversazione con l’Adnkronosdichiara di avere le idee chiare sul futuro del partito, «che continua ad avere bisogno di Silvio Berlusconi», mentre non nasconde la freddezza verso i “tecnici”, che ora vuole vedere alla prova della “fase 2”.

«Il Pdl esce rafforzato»

«I primi provvedimenti di Monti – sottolinea Matteoli – sono stati duri da mandar giù: più imposizioni fiscali dirette e indirette, sacrifici per imprenditori e pensionati, nessun nuovo posto di lavoro. Li abbiamo avallati in cambio della promessa: poi verranno le misure per la crescita. Mi limito a registrare che se Passera ha detto che sul versante delle infrastrutture ha trovato delle cose interessanti rovistando nei cassetti del ministero, beh, qualcuno ce le avrà pure messe…». In ogni caso, Matteoli vede il bicchiere mezzo pieno, almeno per il suo partito: «Abbiamo perso il governo, ma abbiamo ritrovato un Pdl più vitale che mai. Siamo sulla buona strada per la ricostruzione». E non si tratta di “ribattezzarlo”: «Berlusconi non ha mai parlato di un nuovo nome, ha solo detto che Pdl come acronimo è un pò privo di colore, ma non ha mai fatto proposte. Quando sarà, ne discuteremo. Ma per me a contare non sono i nomi, ma quello che ci mettiamo dentro».

Il rapporto col Carroccio
L’ex ministro delle Infrastrutture crede nella possibilità di recuperare il rapporto con la Lega: «In questi anni la collaborazione è stata positiva. A Roma si sono comportati responsabilmente, poi sul territorio prevale la propaganda, ma si è sempre trovata la sintesi». Per Matteoli perseguire questo disegno non significa andare in rotta di collisione con l’obiettivo strategico di «riallacciare i rapporti con l’Udc», il cui elettorato «non c’è dubbio che sia di centrodestra». E quindi, «dobbiamo lavorare per ricostituire l’alleanza Pdl-Lega-Udc». «È vero – spiega – che ci sono due problemi: i centristi sognano un sistema in cui quando si va a votare non si sa quale sarà il premier chiamato a governare, mentre noi siamo bipolaristi. Loro dicono che il bipolarismo ha dato cattiva prova; noi rispondiamo che le difficoltà di governo sono derivate da una crisi gigantesca che ha investito il mondo intero. E poi, altro problema: loro sono per le preferenze. Io dico che non c’è Paese al mondo in cui ci siano le preferenze. Ma credo – conclude – che su questo si possa ragionare…».

Fughe nell’Udc? «Minutaglie»
Sull’ipotesi che alcuni esponenti del Pdl possano essere “tentati” da Casini, transitando sul fronte opposto, ieri in un’intervista al Giornale il senatore del Pdl Maurizio Sacconi aveva parlato di “minutaglie”. «C’è bisogno di offerte politiche forti e inequivoche. E queste si realizzano solo in una logica bipolare e non in un centro concepito come luogo della mediazione su tutto», aveva spiegato l’ex ministro del Welfare. «Il ritorno della politica – prosegue Sacconi – non significa un governo comune di questi grandi partiti, che, costretto a mediazioni esasperate, non scalderebbe il cuore della società, ma piuttosto un bipolarismo maturo con alternanze non traumatiche perchè fondato su valori condivisi della nazione».