A me il presepe non mi piace

Celebre citazione dal “Natale in casa Cupiello” di Eduardo de Filippo, divenuta simbolica. Il presepio, è scontato, deve piacere a tutti, si deve fare per forza e secondo le convenzioni. Anche questo Natale il presepe ci è stato ammannito con delle regole precise: la crisi mondiale dipende dalla crisi dell’euro che dipende dalla crisi economica italiana che è colpa di Berlusconi; per fortuna c’era un uomo nobile e senza macchia – che casualmente si trovava a fare il custode della Costituzione con coraggio, saggezza e una serie lunghissima di altre virtù che magicamente si ritrovano tutte nella sua persona – che ha deciso per tutti noi quale fosse la soluzione; la soluzione era che l’Uomo del Colle aveva a sua volta trovato un uomo della provvidenza a cui nessuno dava sino ad allora una lira ma che abbiamo scoperto tutti all’improvviso essere – appunto – l’uomo della Provvidenza. L’uomo della Provvidenza, chiamati a sé altri uomini e donne della Provvidenza (la quale è improvvisamente divenuta molto prolifica, ma prima dov’era?), in un solo mese di Fase Uno ha risolto tutti i problemi d’Italia e quindi dell’euro e quindi del Mondo. La credibilità internazionale italiana è tornata a mille (?!), l’incubo dello spread è finito (?!), l’economia italiana si è rimessa in moto, la politica ha ritrovato concordia e credibilità e siamo tutti più alti e più biondi (?!?!?!?!). È assolutamente così. Bisogna crederci: lo dicono Napolitano e il Repubblichiere della Sera. E se non vi piace, fatevelo piacere. E non dite che “la democrazia è sospesa” sennò San Giorgio s’incazza e la Befana (Fornero?) vi porterà solo carbone (che vi scala dalla pensione…).