Più di un milione di iscritti: altro che “partito liquido”…

Si parlava tanto di superare il 70-30, i torcicollo e le vecchie appartenenze. Poi, come al solito, la base ha dimostrato di essere più avanti di tanti politici. La campagna di tesseramento del Pdl, infatti, raggiunge e supera l’incredibile cifra di un milione di iscritti (le prime proiezioni parlano di un milione e 200 mila adesioni). Più tessere, insomma, di quante i due principali partiti fondatori – Alleanza Nazionale ne raggiunse al massimo 250.000, Forza Italia più di 400.000 – ne abbiamo mai avute in totale. Il che vuol dire che il Pdl è più della somma delle sue parti, ha vita propria, ha un progetto suo e un’identità specifica riconosciuta come tale. Che i suoi militanti sposano, con una voglia di partecipazione che non può non far riflettere gli addetti ai lavori.

Gli iscritti? Sono “veri”
E qui immaginiamo già i toni apocalittici dei fan del “partito liquido”, ossessionati dai “signori delle tessere”. Peccato che la base – cioè una buona parte dei futuri elettori – del partito abbia detto la sua in modo piuttosto chiaro sulla vicenda: il partito vero “tira”. E attenzione: stavolta niente inciuci. Il regolamento del tesseramento, infatti, parlava chiaro. Andiamo a leggere: «La domanda di iscrizione, debitamente compilata sull’apposito modulo deve pervenire – unitamente all’attestazione del versamento della quota ed alla fotocopia di un documento d’identità valido ai sensi di legge – al Settore Adesioni presso la Sede operativa dell’Associazione Politica. A seconda delle modalità di pagamento scelte, dovrà essere allegata o la copia della ricevuta del versamento della quota sul c/c postale o l’assegno bancario o la ricevuta del bonifico bancario […]. Nell’ipotesi che la domanda pervenga senza le indicazioni dell’avvenuto versamento, o con indicazioni errate o incomplete, non si procederà all’esame della stessa, se non dopo l’accertamento dell’avvenuto  versamento o dell’integrazione dei dati mancanti. In tal caso i termini della procedura decorreranno dalla data dell’avvenuta verifica del completamento dei dati o della documentazione mancanti. Nell’ipotesi invece che la domanda pervenga priva della fotocopia del documento di identità, si procederà comunque all’esame della stessa secondo l’iter ordinariamente previsto. Tuttavia l’adesione non si considererà perfezionata, e non verrà consegnata la tessera, se non dopo l’invio del documento mancante oppure l’esibizione di un documento di identità valido, all’atto del voto in occasione del primo congresso territorialmente competente». Insomma, niente trucchi, niente cinesi in fila ai gazebo, niente pacchetti di tessere un tanto al chilo: i timori di chi paventava un ritorno della vecchia politica sono stati fugati. Qui è tutto vero.

Doppiate le aspettative
Inevitabile la soddisfazione del segretario del Pdl Angelino Alfano: «Oltre 1 milione di italiani hanno deciso di iscriversi al Popolo della libertà. Molti di più della somma degli iscritti ai partiti che hanno fondato il Pdl. Pensavamo, e speravamo, di raggiungere il traguardo di 500.000 iscritti e invece abbiamo raddoppiato», ha detto l’ex Guardasigilli, che ha aggiunto: «Il primo luglio gli iscritti erano poche migliaia. Tutti gli aderenti hanno individualmente versato la quota di 10 euro, hanno sottoscritto il modulo di adesione (e tantissimi hanno scelto la strada telematica per arrivare a noi!) e potranno partecipare ai nostri congressi provinciali e comunali personalmente e senza possibilità alcuna di delegare altri a rappresentarli. Il voto di tutti gli iscritti – ha proseguito – avrà lo stesso valore e non vi saranno differenze tra gli eletti in Parlamento o nelle altre istituzioni e gli altri aderenti. La straordinaria mobilitazione e il clamoroso risultato sono la prova più evidente di un partito vivo e vitale, che può contare su dirigenti e militanti appassionati e volenterosi». Alfano ha poi ringraziato «uno a uno il milione di donne uomini che hanno scelto di impegnarsi con noi sulla strada della modernizzazione del Paese sotto la bandiera della Libertà. E ringrazio in primo luogo il presidente Silvio Berlusconi che ha creduto e investito nel progetto di rilancio del nostro partito e che adesso può cogliere i risultati di un partito solido e collocato con convinzione a sostegno del governo da lui guidato. Lavoreremo ogni giorno per non deludere le aspettative di questo milione di cittadini che ha scelto di rendere ufficiale la propria adesione al Popolo della libertà e siamo sicuri che una nuova stagione di vittorie ci attende, anche perchè siamo riusciti a risvegliare entusiasmi e voglia di partecipare alla vita politica del Paese».

Altro che partito di plastica
Ma è tutto il Pdl, ovviamente, a festeggiare l’importante traguardo. «Il successo del tesseramento del Pdl dimostra che non ci troviamo di fronte né a un partito di plastica, né transitorio, ma a un soggetto politico profondamente radicato nella società e nella cultura politica di questo Paese», ha detto ad esempio Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati Pdl. Il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, invece, ha parlato di un risultato «semplicemente straordinario», mentre Sandro Bondi ha notato come «tale traguardo rafforza il governo e incoraggia la prospettiva della costituente popolare, perseguita dal presidente Berlusconi e dal segretario Alfano». Per il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, «il partito c’è e la salute è buona» in quanto «un milione di donne e uomini pensano positivo per un’Italia che riconfermerà con noi il suo prestigio e il suo talento». Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri, invece, ha dichiarato: «In un momento così impegnativo per la politica assume un enorme rilievo il successo della campagna di adesioni al Pdl. Grazie a Berlusconi che ha voluto una fase di rinnovamento, con Alfano tanti italiani hanno deciso di partecipare a questa fase di forte radicamento e di democrazia interna del Pdl. Aver contribuito a questo momento è motivo di grande orgoglio per tutti noi. E l’unione dei dirigenti saprà valorizzare questa grande spinta popolare. Che ci consentirà di far emergere tante nuove energie, soprattutto giovani».

Verso i congressi
E ora, archiviati i dati del tesseramento, si pensa già alle prossime scadenze. «Ora come ora c’è un solo modo per non vanificare lo sforzo e mantenere l’impegno che molti di noi hanno preso con ciascuno dei nuovi iscritti: definire la data dei congressi», ha commentato a questo proposito il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà. «Quest’entusiasmo – ha detto – è figlio anche della promessa fatta da Angelino Alfano a far svolgere i congressi a tutti i livelli, comunale, provinciale e regionale». Una risposta, sull’argomento, arriva da Ignazio La Russa, che già fa i calcoli sulla possibile data per il congresso nazionale: «Se l’orizzonte è il 2013 – ha spiegato – sarà verosimilmente l’anno prossimo, difficilmente prima dell’estate. Ma anche se si votasse prima del 2013 il congresso nazionale si farà».