«Ora le quote 70-30 sono veramente andate in soffitta»

Mezzo milione di iscritti sarebbe stato un dato positivo. Tanto si aspettavano, al Pdl. Fra suggestioni grilline e politiche di austerity, di più non si poteva sperare. E invece la sorpresa, con un numero di tesserati che raddoppia abbondantemente le aspettative del partito. E adesso? L’opposizione la butta in caciara, contestando i toni enfatici con cui Alfano ha presentato i voti. Ma anche nel partito c’è chi non è mai contento: Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl e presidente dei Cristiano Riformisti, ha agitato ancora lo spettro del cosiddetto “partito delle tessere”: «Sarebbe deleterio e dannoso – ha detto – trasformare questa grande ondata di popolo in un partito delle tessere, dei congressi decisi a tavolino e delle decisioni prese in un tavolo centrale. La nostra gente ha voglia di partecipare attivamente alla politica del Paese, soprattutto in un momento così delicato per il nostro governo. Per questo chiediamo che vengano convocati al più presto i congressi territoriali e vengano stabilite le regole per la votazione di tutti i singoli iscritti». Una preoccupazione sacrosanta ma che giunge in ritardo: di congressi si sta già parlando da tempo e il “partito delle tessere” è stato battuto in partenza dalla trasparenza con cui si è svolto il tesseramento. Merito anche di Gregorio Fontana, responsabile per il Pdl proprio della campagna del tesseramento.

Allora, Fontana: un milione di italiani hanno deciso di iscriversi al Pdl nel pieno della crisi economica, della ventata antipolitica e delle difficoltà parlamentari dell’esecutivo: almeno a livello partitico avete di che essere felici…

«Sono affluite più di un milione di domande di iscrizione, il bilancio non può che essere più che positivo. Il dato ci indica che il Popolo della libertà è un movimento presente sul territorio e che riesce a generare grande entusiasmo»

Alfano ha confessato le aspettative della vigilia, parlando di 500 mila adesioni attese come risultato verosimile. Numeri reali o gioco al ribasso per enfatizzare il dato reale?

È vero, il nostro obiettivo era raggiungere mezzo milione di tessere.

Obiettivo centrato e doppiato. Ma anche mezzo milione di italiani che di questi tempi mettono nome (e soldi) sotto alla sigla del partito di governo sarebbe stato già un mezzo miracolo…

È vero, il momento politico non è certo positivo, c’è grande disaffezione nei confronti della politica, gli italiani oggi hanno rapporto difficile con il Palazzo.

Anche i tempi dell’operazione stupiscono…

È vero, c’è stato veramente poco tempo: abbiamo iniziato il tesseramento a settembre, lo abbiamo concluso a fine ottobre, sono appena due mesi. Questi fattori mettono ancora di più in evidenza l’importanza del dato.

Avete già un identikit dell’iscritto tipo al Popolo della libertà?

Purtroppo non abbiamo ancora rilevazioni di questo tipo: le domande di adesione stanno pian piano arrivando a Roma, ci sarà tempo per analizzarle ed estrapolare dati per analisi politologiche.

Avete invece dati sulla distribuzione territoriale degli iscritti?

Non ancora, anche se sembra che i tesserati siano abbastanza distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Ha comunque colpito gli osservatori (e Alfano stesso) il fatto che glio iscritti al Pdl abbiano superato quelli di Alleanza nazionale e Forza Italia messi insieme. È un segnale importante, si vede che c’è una base militante che in parte è anche nuova…

Sì, è vero, c’è un entusiasmo nuovo. Il Pdl si sta delineando come qualcosa che va oltre. Abbiamo parlato tanto di superamento del 70-30, ecco: questi dati mi sembrano il definitivo superamento della logica delle quote.

L’opposizione è stata molto critica: ma come – hanno detto – l’Italia è sull’orlo della bancarotta e il Pdl festeggia i dati sul tesseramento?

Sono polemiche sterili. Del resto che dovevamo fare? La scadenza era martedì, questo si sapeva già da tempo. E i dati sono indiscutibilmente positivi. Sarebbe stato incomprensibile non commentare. E comunque non ha commentato i dati il primo che passa, l’ha fatto il segretario nazionale, che male c’è?

La sorte del governo, certo, dipenderà da altri fattori. Possiamo tuttavia ipotizzare che questo grande entusiasmo possa dare stimoli ulteriori anche all’esecutivo e rilanciarne l’azione?

Certamente. C’è un fermento positivo in corso, peraltro già rilevato in alcuni sondaggi diffusi in questi giorni che danno il Pdl in risalita.

E ora i congressi…

Certo, crediamo che questo trend positivo sia destinato a migliorare ulteriormente nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, quando affronteremo i congressi provinciali e quello nazionale.