«Karzai ha ucciso le Perle di Kabul. Portiamolo all’Aja»

La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebra oggi, è dedicata alle “Perle di Kabul”. Souad Sbai e Stefano De Lillo, parlamentari del Pdl, in una conferenza stampa ieri in Senato, hanno posto l’accento sulla grave situazione delle donne afghane. «Insieme a circa sessanta associazioni  – ha detto Souad Sbai che è anche  presidente dell’Associazione Acmid Donna (Associazione delle Donne marocchine in Italia) – denunciamo il governo di Kabul al Tribunale internazionale dell’Aja per genocidio e crimini contro l’umanità. Purtroppo, malgrado l’intervento dell’Occidente, la condizione delle donne afghane è peggiorata».

Perché chiamate le donne afghane “Perle di Kabul”?

Sono diventate esseri invisibili, nascoste dietro i pesanti burqa e dimenticate dal resto del mondo. Continuano a subire oltraggi e violenze, legittimate da un governo influenzato dalla cultura talebana. Tutto questo è inaccettabile.

Durante la conferenza stampa avete anche proiettato un filmato…

Il filmato è sconvolgente e ritrae ragazzine dai 12 ai 17 anni che marciscono in galera. La loro unica colpa è quella di essere state violentate. E lì continuano a essere massacrate di botte e a subire violenze. Una situazione drammatica che andava denunciata. L’Ue aveva commissionato il filmato, ma poi lo ha ritirato in fretta e furia dopo le pressioni del governo afghano. E ha giustificato il ritiro della pellicola con il rischio di ritorsioni che queste donne avrebbero potuto patire. Forse non ci si rende conto che la loro vita è un’intera ritorsione: incarcerate perché stuprate, incarcerate perché fuggite dall’inferno, incarcerate per aver detto no a un marito ottantenne che ha sulle spalle altre mogli morte per le percosse.

E ora quali saranno i prossimi passi?

Con l’associazione Acmid Donna abbiamo inoltrato all’Ue la richiesta di avere copia originale e intera del filmato, con una lettera di motivazioni sul perché sia stato ritirato e se verrà rimesso in circolazione. E abbiamo denunciato all’Aja il presidente Hamid Karzai.

Avete collegamenti diretti con l’Afghanistan?

In passato l’associazione delle donne afghane ci mandava il materiale sulla situazione delle donne. Ma da un anno non riceviamo più nulla. E questo silenzio è un chiaro segnale della situazione drammatica che stanno vivendo.

Eppure il governo Karzai doveva garantire un ritorno alla democrazia…

Non è successo nulla di positivo. E quello che sta accadendo alle donne la dice lunga sulla situazione che vive il Paese. La primavera araba mi fa ridere. Si è combattutto in Tunisia e nel Nord Africa dove le donne hanno molti più diritti e si fa silenzio sull’Afghanistan.

È una denuncia forte quella contro Karzai…

L’Occidente ha messo Karzai a capo del popolo afghano, ma per fare che cosa? Di certo non per istituzionalizzare l’oppressione talebana sulle donne e renderla silenziosamente giustificata. Peraltro proprio qualche giorno fa Karzai ha manifestato la sua ostilità nei confronti dei soldati stranieri. In questa situazione dovremmo interrogarci se è ancora utile la nostra presenza in quei territori.