Il bacio della pantofola

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Certo, non è il proverbiale “a Fra’ che te serve?” con cui Gaetano Caltagirone apostrofava il braccio destro di Andreotti Franco Evangelisti, ma ci va vicinino. Sicuramente l’italiano è più corretto e i toni più eleganti, ma la “letterina al nuovo premier” che Enrico Letta si è affrettato a recapitare a Mario Monti ieri alla Camera non sa meno di piaggeria. Il Letta “a sinistra” assicura che nel pizzino ci sono solo cose che gli avrebbe detto anche in privato, ma si vede che proprio non riusciva a trattenersi dal fargliele sapere al più presto. “Mario – grida il fogliettino – dimmi forme e modi con cui posso esserti utile!!!”. E prosegue con un enigmatico “sia ufficialmente che riservatamente…”. Pensare che il Letta del Pd è considerato da tutti un algido. Evidentemente non riusciva a trattenerla… “Per ora sembra tutto un miracolo!”, conclude. A dimostrazione che non è uno di quei comunisti o vice-comunisti che non credono né a Dio né alle favole. Infatti chiude con un tenerissimo “e allora i  miracoli esistono!”. Difficile immaginare il professor Monti nei panni della Fata turchina (o forse con un adeguato abitino…), ma il Pd del Bersani eternamente frustrato e messo all’angolo che, come Cenerentola, viene finalmente invitato al ballo a Corte è abbastanza verosimile. Effettivamente Mario Monti, negli ultimi giorni, sembra aver fregato persino Karol Wojtyla per la rapidità con cui è stato beatificato. Commoventi tutti gli articoli che incensavano lui, la sua casa, la sue città, sua moglie e persino il suo cane. Stendiamo un velo pietoso. Purtroppo è il solito film. Arriva uno che sembra destinato a vincere e tutti si sdraiano al suo passaggio e fanno a gomitate per farsi fotografare al suo fianco. Poi le sue quotazioni scendono e allora si fa a gomitate per potergli tirare un calcio in faccia. Appare un nuovo padrone ed ecco nuovi mezzadri adoranti che gareggiano per offrirgli un prosciutto. Viva l’Italia!

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