E con “Destra.it” nasce il portale di un partito sempre più reattivo

Ecosì è arrivato anche il “D-day”. Che sta – questa volta – per Destra.it day. Di che cosa si tratta? «Del restyling di una rivista telematica che parte da lontano – perché la fondammo alla fine degli anni ’90 – ma che rappresenta ancora oggi la nostra voglia di essere forza propositiva e innovativa». Così Maurizio Gasparri, che del dominio internet è stato il pioniere, ha “benedetto” la ristrutturazione di quello che si candida a essere il portale web della destra italiana. «Si chiama Destra – ha spiegato il presidente dei senatori del Pdl durante l’affollatissima presentazione della rivista a palazzo Minerva – perché oggi come allora crediamo fermamente nel sistema bipolare. Ed è con questo patrimonio che ci accingiamo a voler dare il nostro contributo alla nuova stagione politica del centrodestra». Nessuna voglia di restaurare alcunché né di autoghettizzazione ma «solo la volontà di non regalare la destra a nessuno, né quella virtuale né tantomeno quella reale».

«Segno di un Pdl plurale»

Come si innesta il sito, nell’ampio dibattito che sta animando il centrodestra in questi giorni, lo ha spiegato l’anima gemella del dominio, Ignazio La Russa. «Vogliamo far riprendere quota alla “Destra”. C’è un gruppo di giovani che la realizza e io, insieme a Maurizio Gasparri, siamo molto felici di poter collaborare». L’obiettivo, ovviamente, è anche quello di rafforzare una delle identità portanti di questo progetto politico: «Noi – ha spiegato l’ex ministro della Difesa – vogliamo far crescere un Pdl plurale, in cui le varie anime si intersechino e rafforzino il concetto di base, che è quello di lavorare sempre per il bene dell’Italia. Certo, in un contesto di questo genere, le idee, la storia e le posizioni politiche e culturali della destra non possono essere subalterne».

Tante piccole “Iene”
Minimale, ordinato, funzionale: così si presenta il sito agli utenti. Il motivo di questa scelta è altrettanto semplice. «Perché saranno i contenuti e non gli effetti scenici a determinare la nostra proposta editoriale». Per Giampiero Cannella, direttore di Destra.it con una lunga esperienza giornalistica e politica alle spalle, l’obiettivo del quotidiano on line è chiaro come il nome: «Destra non è una comoda etichetta confortante, ma per noi vuole essere un proiettore di esperienze e di proposte. Per queato motivo non cercheremo la facile provocazione o il dire cose “di sinistra” per creare notizia. Ma ci affideremo alla denuncia di ciò che la sinistra non riesce a fare, così come ci piacerà smontare con intelligenza i presunti miti che nascono sul web». Altrettanto chiara è un’altra cosa: «Non sarà un bollettino di un movimento né di un sottogruppo. Sarebbe antistorico e inutile». Lo strumento avrà tutt’altre finalità: «Davanti  a noi abbiamo una sfida: che è quella della comunicazione e delle rete che viaggiano a velocità tali da far precipitare la situazione politica di interi Paesi come ha dimostrato la primavera araba. Per questo invito tutti i nostri collaboratori a utilizzare il metodo delle Iene: tante telecamere in giro per l’Italia per denunciare tutte le ingiustizie e le falsità».

Chi lo farà
L’idea, come è facile intuire, è quella di una community. Un sito partecipato che i curatori (Augusta Montaruli e Giovanni Donzelli che accompagneranno nell’avventura Cannella) hanno intenzione di allargare a tutti i simpatizzanti ma anche alle tante professionalità che ruotano attorno al centrodestra. Per questo, durante la presentazione, non mancavano le facce note di giornalisti e intellettuali d’esperienza. Accanto a questi (che, come hanno spiegato gli ideatori, daranno un contributo anche sotto vesti non ufficiali) dovranno crescere tutta una serie di nuovi protagonisti: di fatto Destra.it sarà un laboratorio allo stesso tempo di classe dirigente e di giornalismo.

Cosa ci si trova
Sfogliando le pagine virtuali, oltre agli articoli e all’editoriale del direttore, uno spazio importante è dedicato alle rubriche (quella di La Russa si intitola simpaticamente “Diciamolo con Ignazio”), all’archivio storico dei video più significativi (come l’intervista di Giorgio Almirante a Mixer), allo spazio ad hoc per gli eventi (ad esempio la mostra che ricorda Almerigo Griltz, primo reporter italiano caduto in guerra) e tutta una serie di blog, terreno sul quale la destra telematica è stata sempre avanguardia.

Reazione nel verso giusto
Quello di Destra.it come si può vedere è, a tutti gli effetti, parte della controffesiva e del “raddoppio” degli sforzi che il Pdl sta dimostrando sul campo. «È la dimostrazione – ha spiegato ancora Gasparri – della grande reattività del centrodestra dopo la fine dell’esperienza del governo Berlusconi. Non si contano le iniziative che ogni giorno vengono proposte. Segno, questo, della vivacità di un ambiente e della capacità di reagire a tutte le false accuse che il nostro esecutivo e il presidente Berlusconi hanno dovuto subire». Insomma, come ha rilanciato lo stesso segretario Angelino Alfano, «un post su Twitter vale di più di un manifesto affisso». «Noi – ha concluso Gasparri – di manifesti ne abbiamo affissi tantissimi e a questa forma classica di militanza rimaniamo sempre affezionati. Ma, come nella migliore tradizione della destra, sappiamo essere innovatori. Certo, sempre nel nome della nostra tradizione».