E chi dissente (ovviamente) è un fascista

Ma che c’azzecca Mussolini in una discussione su Mario Monti e Lamberto Dini? Suvvia, lascetele perdere, le camicie nere, discettiamo solo di quisquiglie come governi tecnici, lacrime e sangue. Tutto nasce da uno sfogo malandrino del ministro degli Esteri Franco Frattini. «È bastato che crollasse tutto che questi fascisti sono tornati fuori: già ci hanno fatto rompere con Fini, e adesso provano di nuovo a mandare tutto all’aria…». Che nei momenti di difficoltà serva un capro espiatorio è comprensibile, che tutti i problemi della crisi planetaria siano da ricondurre a un manipolo littorio (?) che terrebbe in ostaggio l’Italia è più che discutibile. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha provato a buttarla in polemica scherzosa: «Frate chi? Non lo conosco. Chi è un militante del Manifesto?». Giorgio Holzmann, invece, ci ha tenuto a ribadire che nella rottura fra il Pdl e Fini il titolare della Farnesina ci ha messo abbondantemente del suo: «Franco Frattini – ha detto – che accusa quelli che lui definisce “i fascisti” di ogni colpa, compresa quella di avere indotto la rottura tra Fini ed il Pdl, è lo stesso ministro degli Esteri che qualche mese fa si è recato alle Camere per rendere pubblico un fascicolo riguardante il famoso immobile di Montecarlo e la  nebulosa vicenda di società off-shore, cui lo stesso sarebbe stato venduto». Qualche ora dopo, comunque, è arrivata la smentita: «Non è mio modo quello di rivolgermi ad alcuno chiamandolo con epiteti che possano essere interpretati come offensivi. Mi spiace che mi siano state attribuite frasi certamente travisate, non corrispondenti al mio pensiero e al mio usuale modo di esprimere pubblicamente la mia opinione». Una tempesta in un bicchier d’acqua, insomma. Un teatrino, ma non pirandelliano. Anche perché il grande agrigentino, lui sì, fascista lo era davvero.