De Magistris perde i “suoi” disoccupati

Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, è stato violentemente contestato ieri mattina da un gruppo di disoccupati, ex appartenenti al progetto di reinserimento “Bros”, che hanno bloccato per alcuni minuti la sua auto impedendogli di allontanarsi da viale dei Pini, dove si era svolta una manifestazione con la partecipazione di decine di alunni di scuole elementari e medie. Tra i manifestanti, una trentina, anche alcune donne che hanno colpito con calci e pugni la vettura con il sindaco a bordo. La protesta si è svolta a margine di una manifestazione dell’Asia, l’azienda di igiene urbana, che presentava al sindaco e a una serie di scuole il primo compost verde realizzato in città. I precari Bros hanno esibito striscioni e urlato slogan, chiedendo un colloquio con il sindaco che però non è avvenuto. Quando De Magistris è salito in auto per andar via, i manifestanti hanno circondato l’auto impedendole di ripartire. Gli agenti della polizia municipale presenti in zona hanno cercato di evitare che la situazione degenerasse. Dopo circa un quarto d’ora, i manifestanti si sono allontanati dalla vettura di De Magistris, che è ripartita. «Hai fatto solo promesse, siamo stanchi e vogliamo lavorare», sono alcune delle frasi rivolte al sindaco.
Da parte sua il sindaco De Magistris si è detto amareggiato. «Da sindaco e da democratico – ha aggiunto – ho sempre dialogato con tutte le anime della città, compresi coloro che questa mattina mi hanno contestato e aggredito, perché ho sempre rispettato il malessere sociale, cercando di comprenderne le ragioni e perfino le espressioni più aspre. Anche quando non era di mia competenza in quanto sindaco, come nel caso specifico dei Bros». Eppure sono gli stessi disoccupati che a luglio assediarono il comune, e con i quali De Magistris ebbe già allora uno scontro…
Intanto, poche ore dopo i fatti, dieci persone sono state denunciate dalla polizia. Le forze dell’ordine a tempo di record hanno identificato i disoccupati organizzati aderenti all’ex progetto Bros e ai “Banchi nuovi” e ai disoccupati di Acerra che hanno colpito con calci e pugni l’auto del sindaco. I dieci sono stati denunciati in stato di libertà per manifestazione non autorizzata, violenza privata aggravata, danneggiamento aggravato e oltraggio a pubblico ufficiale. Le indagini della polizia proseguono per cercare di identificare altri partecipanti alla protesta.
Solidarietà al sindaco e condanna della violenza sono giunte un po’ da tutte le parti, ma per capire meglio quali siano le ragioni di questo disagio abbiamo ascoltato uno che il tessuto sociale di Napoli lo conosce bene, l’eurodeputato Enzo Rivellini: «Esprimo piena solidarietà al sindaco di Napoli Luigi De Magistris per i momenti di tensione che ha dovuto subire stamane, anche se credo che il sindaco ormai debba comprendere che chi di “scasso ferisce di scasso perisce”», ha detto infatti l’europarlamentare del Pdl-Ppe presidente dell’associazione “Mezzogiorno di fuoco”. Che significa, onorevole Rivellini? «Semplicemente che non si può pensare – come ha fatto e fa De Magistris – di dire sempre di tutto e di più, perché poi i nodi vengono al pettine. In campagna elettorale il candidato della sinistra, oggi sindaco, ha utilizzato le difficoltà dolorose della città nel modo più utilitaristico possibile, a adesso tutta questa demagogia gli si sta ritorcendo contro». Ma come mai, chiediamo al parlamentare europeo napoletano, la crisi esplode solo adesso? «In realtà – ci spiega – la questione viene da lontano. È il frutto della politica bassoliniana. Non tutti oggi ricordano che Napoli era una città industriale, tra Italsider, porto, cantieri navali, ferrotranviario e molto altro. Distrutto tutto questo dalla sinistra, alla fine degli anni Novanta, occorreva gestire la massa di disoccupati che si era creata». «A quel punto – continua Rivellini – Bassolino si inventò i lavori socialmente utili, le associazioni disoccupati, i corsi di formazione, senza però mai farli rientrare nel circuito del lavoro. Pian piano, sono diventate bolle di clientelismo. E per la quasi totalità queste organizzazioni sono sempre state gestite dalla sinistra». E perché ora se la prendono con De Magistris se la “colpa” è di Bassolino? «È semplice – dice ancora Rivellini – perché De Magistris li ha illusi con la storia della raccolta differenziata porta a porta, proprio ciò che gli hanno contestato ieri. Ma diciamola tutta: questa raccolta differenziata a Napoli non è mai partita. C’è solo in limitatissime zone, dove peraltro era partita prima. Ora aspettiamo con fiducia che alla fine dell’anno, come ha detto il sindaco, il 70 per cento dei rifiuti sia raccolto in maniera differenziata…».
E in effetti, ricordiamo che in campagna elettorale c’erano per tutta Napoli dei gazebo di De Magistris in cui si spiegava ai cittadini come sarebbe avvenuto il miracolo della raccolta differenziata. Tutta demagogia per conquistare consensi, la realtà è sotto gli occhi di tutti oggi. Rivellini poi aggiunge che a Strasburgo De Magistris votò persino contro le risorse per le bonifiche in Campania… «È vero, gli contestai anche questo fatto, davvero incomprensibile, e se non fosse per i nostri solleciti non si sarebbe neanche dimesso dalla carica di europarlamentare».
Insomma, come sempre, la sinistra è capace di creare  immagini edulcorate delle varie “madonne pellegrine” della politica, da Bassolino, alla Iervolino, allo stesso ex magistrato, creando mediaticamente un consenso più basato sull’immagine che sui fatti concreti, e i risultati sono quelli che poi si vedono alla prova dei fatti.Tra i vari messaggi di solidarietà al sindaco di Napoli per la violenta aggressione subita, è giunto anche quello di un vecchio leone della politica, in particolare della politica campana, uno che di consensi se ne intende, Clemente Mastella, che con la sua consueta acutezza ha osservato: «I gesti violenti nei confronti del sindaco di Napoli sono da condannare, senza esitazione. Il dissenso può certamente manifestarsi, anche platealmente, ma mai può essere tollerato se assume forme violente, peggio ancora minacciose. Da parte mia, c’è solidarietà umana, che travalica ogni altro sentimento e giudizio politico. Nel contempo, mi auguro che il grave episodio accaduto oggi possa favorire una più ampia indagine, per verificare se nelle recenti elezioni amministrative sia stata fatta qualche promessa di troppo, difficile da mantenere…».