«Che bello questo scalo “anni ’30”. I No Tav? Contestano a prescindere»

“Boulevard” dal desing avveneristico e punto di snodo del sistema dell’alta velocità Torino-Milano-Salerno: la nuova stazione Tiburtina, a Roma, segna una tappa importante nel processo di modernizzazione dei trasporti in Italia. Ma all’inaugurazione, ieri, mancava Altero Matteoli, l’ex ministro delle Infrastrutture che ha seguito e incoraggiato il progetto.

Allora, senatore: lei era presente all’inaugurazione della nuova stazione Tiburtina?

No. Ma per onestà intellettuale devo confessare che l’amministratore delegato delle Fs Spa, Mauro Moretti, mi aveva invitato. Io, tuttavia, ho preferito declinare l’invito per correttezza: ora c’è un nuovo ministro, era giusto che andasse lui.

Cosa rappresenta, l’apertura di questa nuova stazione, in termini di modernizzazione del Paese?

È un passo molto importante. Pensiamo solo che nell’era moderna le più grandi stazioni italiane sono degli anni ’30. Quella di Firenze, in particolar modo, è un capolavoro. Ecco, quella di Tiburtina, invece, è una stazione modernissima, architettonicamente è molto bella e poi è assolutamente funzionale. Credo che al precedente governo vada riconosciuto di aver favorito in ogni modo infrastrutture come questa.

Da ministro lei ha seguito da vicino questo progetto. Poi all’inaugurazione è toccato al suo successore tagliare il nastro. Crede che almeno sulle infrastrutture ci sarà continuità fra vecchio e nuovo esaecutivo?

Dal colloquio che ho avuto con il ministro Passera credo di sì. Io gli ho consegnato l’elenco delle grandi opere in corso di realizzazione e lui non ha avuto nulla da obiettare…

Chi ha avuto qualcosa da obiettare, invece, sono stati i soliti No Tav. Secondo lei perché l’alta velocità crea così tanto malumore in certi ambienti?

Guardi, purtroppo in Italia c’è chi fa di professione il contestatore. Questi individui si inventano una battaglia e la portano in giro in tutta Italia. In questi anni mi sono ritrovato i No Tav ovunque, anche dove l’alta velocità non c’entrava nulla… Questo è solo lo sport di chi è contrario a tutto.

Quindi si tratta di critiche in malafede?

Certo. E sono sicuro che se andassero a vedere i nomi di queste persone scopriremmo che sono sempre gli stessi, implicati in mille altre iniziative analoghe. C’è poco da fare, è una critica aprioristica, con queste persone è anche difficile discutere. L’importante è che le istituzioni diano una risposta forte.

Quindi è davvero necessaria, questa Tav…

Guardi, pensiamo solo al fatto che è sostenuta da tutti: sinistra, destra, centro. La Tav non ha colore politico.

Lei vi ha lavorato fino all’ultimo, peraltro…

Sì, il mio ultimo atto da ministro è stato andare a Parigi per riequilibrare i costi di produzione, prima troppo sbilanciati nei nostri confronti.

Dicono pure che per costruire la Tav abbiate penalizzato il trasporto regionale, quello che fornisce i servizi ai pendolari…

Ma che sciocchezze… Se ne dicono veramente di tutti i colori… No, guardi, non c’è niente di vero. Io capisco che si possa essere contrari a una cosa, ma bisognerebbe esserlo mantenendo un minimo di dignità…

Cambiamo argomento: l’alleanza Pdl-Lega, secondo lei è recuperabile?

A mio avviso sì. Anzi, io non la considero proprio interrotta.

Be’, Calderoli e Maroni sono stati molto netti nell’affermare il contrario, in verità…

C’è stata una divisione circa l’atteggiamento da tenere nei confronti del governo Monti. Il Pdl ha deciso di sostenerlo, l’unica alternativa era andare a votare (opzione alla quale, peraltro, io ero favorevole). La Lega ha fatto scelte diverse. E tuttavia credo che non si possa governare insieme in regioni importanti come Lombardia, Piemonte e Veneto e non recuperare una linea comune anche a livello nazionale.

E la freddezza dei vertici del Carroccio, allora?

Guardi, io capisco la propaganda e la logica della politica…

Le invocazioni leghiste all’isolamento e all’opposizione sono solo parole d’ordine per compattare la base, quindi?

Credo di sì. Ripeto: sul governo Monti loro hanno preso una posizione di rifiuto molto netta e ora devono essere conseguenti, anche nei toni. Ma per noi il governo Monti è una parentesi di emergenza, sono sicuro che nel futuro torneremo ad andare d’accordo.

Il ritorno di un Berlusconi battagliero è un buon segno per il centrodestra?

Certo. La si può pensare come si vuole, ma nel centrodestra non possiamo fare a meno di Berlusconi.