Benzinai, sciopero solo a metà

Alcuni hanno deciso di rimanere aperti, altri no. Ieri si è spaccato il fronte dei gestori delle pompe di benzina, nonostante al tavolo delle trattative il governo avesse soddisfatto le richieste messe sul tappeto. Fegica Cisl e Faib Confesercenti non hanno fatto un passo indietro e hanno confermato lo sciopero che, iniziato ieri alle 19, proseguirà fino a venerdì alle 7, con gravi disagi per consumatori e lavoratori;  mentre Figisc Confcommercio e Anisa hanno deciso di revocarlo proprio dopo aver ascoltato le soluzioni proposte dal sottosegretario dello Sviluppo economico, Stefano Saglia e dal ministro Paolo Romani,  che è intervenuto al tavolo delle trattative.

Un problema mai risolto prima

Pertanto va da sé che «oggi ci troviamo di fronte a uno sciopero del tutto ingiustificato rispetto alla soluzione di un problema annoso, quale quello del bonus fiscale sui carburanti», ha affermato il sottosegretario al termine dell’incontro con i rappresentanti delle quattro sigle maggiori, dopo aver appreso che Fegica Cisl e Faib  avevano deciso di confermare la mobilitazione. Si tratta «di un atto di irresponsabilità perché «le proposte del governo sono esaustive, in linea con gli impegni», ha tenuto a precisare. Oggetto del contendere, come noto, era la questione del bonus fiscale, che da 17 anni viene assicurato ai gestori dei distributori anche in ragione del rischio che si assumono in qualità di esattori di “ingenti valori di imposte”: la facilitazione scade a fine anno e il mancato rinnovo aveva portato alla proclamazione di 15 giorni di sciopero da parte di Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Fisic-Confcommercio

«Una conquista storica»

Proprio su questo nodo cruciale le risposte del governo sono state, infatti, immediate ed hanno affrontato una volte per tutto il nocciolo del problema: il provvedimento sarà infatti inserito nel ddl stabilità e il ministro Paolo Romani «ha assicurato che c’è un accordo solido con il ministero dell’Economia per rendere strutturale il bonus fiscale, una soluzione definitiva» che eviterebbe il ripetersi tutti gli anni di scioperi e minacce di scioperi.
Entrando nel merito della norma che verrà inserita nel ddl stabilità, il sottosegretario ha spiegato che è stato «sanato il passato con un bonus fiscale come già quantificato e per il futuro l’introduzione di un aumento di solo un millesimo sul prezzo della benzina». Quanto alle commissioni bancarie sull’acquisto della benzina attraverso carte di credito e bancomat, Saglia ha spiegato che la proposta del governo contempla anche il taglio per importi superiori a 100 euro. Come si vede, si tratta di una misura che va a vantaggio sia dei gestori che dei consumatori, «c’era bisogno di maggiore responsabilità».
Quanto basta perché la Figisc-Confcommercio, dopo gli impegni dell’esecutivo, decidesse di sospendere la mbilitazione annunciata, rilevando che  «il governo  ha risposto in modo completo alle richieste, individuando lo strumento, che è la legge di stabilità, per rendere strutturale il bonus fiscale», ha dichiarato il presidente della Figisc, Luca Squeri, che, inoltre, ha considerato una conquista «storica» rendere «gratuito il pagamento della commissione bancaria per gli acquisti di carburante fino a 100 euro». Per il presidente dell’associazione lo sciopero è quindi sospeso «in attesa che il provvedimento venga recepito dal Parlamento».

Gli irresponsabili
Chi invece ha deciso di scioperare comunque, anche dopo aver ottenuto le richieste che erano sul tappeto, si prende tutta la responsablità di una mobilitazione  che non ha più motivo d’essere e del disagio che questo sciopero “inutile" creerà fino a venerdì per tutti i consumatori e lavoratori, con file interminabili, che già si erano formate da ieri sera, di vetture in coda davanti ai distributori aperti, con gravi ripercussioni sulla mobilità stradale, sorattutto delle grandi città. Il presidente della Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo, ha spiegato che l’associazione conferma lo sciopero dei benzinai, perché ritiene che dal Governo sono arrivate «proposte non congrue» e quindi c’è stata «perplessità nel sottoscrivere un protocollo che ancora una volta ripropone una serie di impegni».

La vera questione

La questione non è propriamente in questi termini, perché il vero nodo cruciale è quello delle liberalizzazioni dell’intero settore, poiché da lì passa anche un’autentica concorrenza nel settore, finora nelle mani delle grandi multinazionali dei carburanti. E proprio questo aspetto figura tra le priorità del governo per il quale la liberalizzazione della rete di distribuzione rientra, infatti, nel pacchetto di misure che Palazzo Chigi ha indicato come inderogabili nella lettera inviata all’Unione europea.
Va ricordato che in Sicilia lo sciopero era iniziato un giorno prima, alle 19, 30 di lunedì, e circa il 70 per cento dei benzinai ha aderito secondo quanto ha riferito il sindacato Faib-Confesercenti, che insieme a Fegica-Cisl e alla Figisc-Confcommercio è tra i promotori della protesta. Se non ci saranno revoche, i distributori della rete stradale e autostradale riapriranno alle 7 di venerdì prossimo. Benzinai aperti, naturalmente, nelle zone colpite in questi giorni dal maltempo e dalle gravi alluvioni: Liguria, Piemonte e Lunigiana.