Antonio Leone: «La fronda degli ex An? Mai esistita»

Fronda degli ex An? Macché, il Pdl è più unito che mai e, come dimostra il comportamento di Berlusconi, ha il senso di responsabilità che occorre in questi casi. Parola del vicepresidente della Camera Antonio Leone.

Allora, onorevole Leone, che giudizio si è fatto della folla esultante che l’altro giorno lanciava monetine?

È stato uno spettacolo veramente sgradevole, che la dice lunga sul grado di civiltà democratica e sulla tolleranza espresso dalla sinistra.

A proposito di sinistra, lei ha ironizzato su una delle prime proposte “politiche” lanciate da Bersani…

Sì, mi è sembrato inverosimile che la prima proposta del segretario del Pd sia stata chiedere che a Roma venga al più presto ripristinata la fermata dei bus in via del Plebiscito, davanti alla residenza romana di Berlusconi. Chissà con quanto entusiasmo i mercati hanno risposto all’illuminante intuizione di Bersani…

Di manifestazione, dopo le dimissioni del Cavaliere, ce n’è stata anche un’altra, quella dei fan del premier uscente…

Una bella manifestazione spontanea, in una piazza di tutt’altro tenore. Sottolineo spontanea, perché se avessimo voluto rispondere agli insulti della piazza di sinistra avremmo potuto portare sotto i palazzi istituzionali un numero ben più consistente di sostenitori. Qualcuno lo aveva anche proposto, ma noi abbiamo ritenuto che non fosse il caso.

Le dice “manifestazione spontanea”. Ma non sarebbe stato meglio, per il Pdl, farne una organizzata, più rumorosa oceanica, facendo venire gente da tutta Italia.

Credo che il presidente Berlusconi non volesse nulla di tutto ciò e non ha fatto nulla per dar vita a una qualsiasi manifestazione. Per l’ennesima volta ha dimostrato di avere grande senso di responsabilità, evitando di scendere al più basso livello dello scontro.

Lei, comunque, non sembrava contento della decisione di affidare le sorti del Paese a un governo tecnico…

Il mio ragionamento è stato semplice: non si passa da un governo scelto dalla maggioranza dei cittadini a un altro cosiddetto di responsabilità nazionale e per lo più sulle spinte di fattori esterni. Ora però il dado è tratto ed è giusto mettersi a disposizione del Paese e del Pdl.

Lei non proviene da An, eppure era ugualmente scettico nei confronti dell’esecutivo tecnico, preferendo piuttosto le elezioni: non corrisponde al vero, quindi, che fosse una fantomatica “fronda di ex An” a spingere per andare alle urne…

Non c’è nulla di vero in quelle ricostruzioni, era solo un tentativo di spaccare il Pdl che, invece, rimane unito.

Nessun problema con La Russa, Matteoli, Gasparri e gli altri, quindi?

Assolutamente no. In questi anni ho collaborato con parlamentari sia di Forza Italia che di Alleanza nazionale con i quali ho sempre trovato grande collaborazione e unità d’intenti. Il nostro partito ha appena conseguito lo straordinario risultato del milione di tessere che taglia corto con le vecchie logiche e con le quote 70-30. Siamo una cosa sola e credo che il nostro ruolo, in Italia, sia tutt’altro che esaurito.