Adesso salvateci dal sondaggio quotidiano…

Salvateci dal sondaggio quotidiano. Perché – ad andare dietro a stime, rilevazioni e tabelle – si rischia davvero di perdere la bussola. Andiamo ad esempio a leggere le cifre dell’ennesimo sondaggio che testimonia come, se si dovesse andare al voto in anticipo rispetto all’appuntamento del 2013, non ci sarebbe partita. Come è stato annunciato con viva partecipazione ieri da Repubblica, si allargherebbe infatti la forbice a favore del centrosinistra che con il 45,5% supererebbe attualmente di dieci punti percentuali la coalizione di centrodestra. Questo è il risultato della rilevazione condotta il 29 ottobre da Ipr Marketing per conto del quotidiano di De Benedetti sulle intenzioni di voto degli italiani.

Quello della sinistra avanti

Secondo quanto si legge si coglie una correlazione tra diminuzione della fiducia al governo e consenso ai partiti di maggioranza. Infatti anche se il PdL è ancora in flessione e scende al 25,3%, si fa notare in modo particolarmente evidente l’arretramento della Lega Nord che scende al 7,7% ed è per la prima volta sotto l’8% da quando è iniziata questa legislatura. Ovviamente, secondo l’interpretazione dell’istituto, la Lega starebbe pagando l’appoggio al governo del suo leader Umberto Bossi. Diversa la situazione per il centrosinistra: il Pd viene dato al 28% e si conferma primo partito aumentando le distanze dal Pdl, un buon momento sia per Sel, oggi al 7,5% che per Idv al 7% Il Terzo Polo invece è stabile al 13% mentre il Movimento 5 stelle conferma il 3,5% avvicinandosi alla soglia di sbarramento del 4% che permetterebbe l’entrata a Montecitorio dei grillini. Fra i dati, uno in particolare balza agli occhi: il 24% sono elettori indecisi su chi votare; a essi si aggiunge un 25% di elettori che non andranno alle urne, totalizzando così un 49% fra indecisi o decisi al non voto. A quanto sembra, insomma, i giochi sarebbero già fatti. E allora, se fosse davvero così, che aspettano i leader dell’opposizione, invece di invocare governi tecnici, a richiedere elezioni anticipate? Alla fine, poi, occorre anche un ringraziamento all’istituto di ricerca: perché almeno questa volta ci è stata risparmiata la solita carrellata dei salvatori della patria (da Luca Cordero di Montezemolo a Diego Della Valle) che in ogni sondaggio vengono invocati come i più desiderati (?) dagli italiani.

Quello di “Silvio risorto”

Solo un giorno prima, però, un altro sondaggio registrava l’esatto contrario da quanto affermato da Ipr: la «resurrezione di Silvio». Ossia un Pdl ancora primo partito italiano (con il 26,4%), un Pd che perde terreno (si ferma al 25,9%) mentre la Lega arretra (è all’8,7%) ma non con le percentuali pubblicate da Repubblica. Si tratta della rilevazione Ispo di Renato Mannheimer pubblicata sul Giornale: e il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti commentava questo sondaggio come la riprova che un Silvio Berlusconi d’assalto stia riuscendo a recuperare terreno sugli avversari. Il perché di questo recupero? «Diminuiscono gli indecisi – si legge nel commento ai dati – segno che le ultime mosse di Sivio Berlusconi stanno convincendo chi aveva voltato le spalle al premier». La motivazione sarebbe da ricercare, quindi, proprio nell’attività decisa del premier in Europa la cui lettera è stata accettata, e nella sua volontà di mantenere gli impegni presi con Bruxelles e così arrivare alle elezioni del 2013.

E quello sul “Big Bang”

Ma di sondaggi ce n’è per tutti gusti. Nello stesso giorno in cui si parlava della risalita del Pdl è stato il turno anche di Matteo Renzi, la spina nel fianco di Pierluigi Bersani. Il “rottamatore” del Pd – sempre per i sondaggi, questa volta per Demopolis – raccoglierebbe la fiducia dell’elettorato moderato e di centro-centrodestra in misura maggiore che in quello di sinistra e centrosinistra. Secondo la rilevazione si fida di Renzi appena un quarto degli elettori di sinistra (25%); il 44% di chi si dichiara di centrosinistra; il 47% degli elettori di centro e, a sorpresa, il 48% di quanti si collocano nel centrodestra e il 30% degli elettori di destra.. Indicativa è la spiegazione del sondaggio: «Il Big Bang organizzato da Matteo Renzi – è l’analisi di Demopolis – si inquadra in un clima di crescente disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni politiche del nostro Paese: la fiducia nel Parlamento, nel Governo e nei partiti è crollata negli ultimi 12 mesi, senza differenze sostanziali tra elettori della maggioranza e dell’opposizione. È un contesto che spiega facilmente il consenso trasversale di cui godono le proposte del sindaco di Firenze, avanzate già lo scorso anno, in occasione del primo incontro dei rottamatori».

A che servono?
Dunque, secondo tre importanti sondaggi pubblicati in solo due giorni, il primo partito è il Pd, ma anche il Pdl. Potrebbe vincere il centrosinistra ma allo stesso tempo potrebbe essere riconfermato il centrodestra. Come se non bastasse, uno dei futuri candidati premier del centrosinistra piace più a destra che ai suoi potenziali elettori di centrosinistra. Non c’è che dire, leggendo questi sondaggi il tasso già alto di confusione, invece di scemare, aumenta. Alla faccia della “scientificità”.