«Sei miliardi per crescere, prioritarie le grandi opere»

Il tempo stringe: «Entro la metà di ottobre presenteremo il decreto per lo sviluppo che opererà con misure concrete ed efficaci nell’interesse dei cittadini, delle famiglie e delle imprese», ha detto ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Una manciata di giorni per stabilire come, dove e soprattutto con quali soldi rilanciare lo sviluppo. Ieri, a via Veneto, nella sede del ministero dello Sviluppo economico, politici e tecnici hanno già cominciato a discutere per mettere a punto le linee guida del dl Sviluppo. All’incontro hanno preso parte, oltre a Romani, Brunetta, Matteoli e, per l’Economia, il sottosegretario Casero. Al tavolo ha partecipato anche un’ampia delegazione di tecnici ed esperti di politiche industriali. Qualcuno ha malignato: è un tavolo anti-Tremonti, il segnale che il ministro dell’Economia è fuori dai giochi o, comunque, marcato a uomo, recintato, vigilato. Sia come sia, almeno ufficialmente Romani si sta muovendo con il metodo del più ampio coordinamento possibile, puntando alla collegialità delle decisioni e a mettere a sistema le diverse proposte. L’obiettivo è quello di individuare misure forti, che possano dare una scossa. Nel merito del provvedimento si guarda, in particolare, ai settori del lavoro, dell’energia, delle telecomunicazioni, delle infrastrutture e dell’internazionalizzazione delle imprese. Ma il problema è sempre quello: con quli risorse? Il ministro delle infrastrutture, Altero Matteoli, ha già lanciato l’allarme: senza grandi opere niente sviluppo. E senza soldi, niente grandi opere. Un nuovo scontro fra ministri? Macché, spiega il politico livornese, siamo tutti consapevoli delle difficoltà e stiamo operando per superarle.

Allora ministro, come è andato questo tavolo di lavoro istituito allo Sviluppo economico? Le prime indiscrezioni parlano di una riunione interlocutoria in cui non si è deciso nulla…

Chi lo dice?

Indiscrezioni…

Mah, che le devo dire? Dopo mesi che se ne discute si pensava di trovare soluzioni così, alla prima riunione?

Insomma, la sua opinione su questo tavolo è positiva?

Né positiva né negativa.

Proprio non si vuole sbottonare?

Si è trattato semplicemente di una riunione in cui dovevamo cominciare a ricercare soluzioni. Abbiamo fatto delle proposte, ora i tavoli tecnici stanno lavorando a seguito di quello che ci siamo detti e martedì, quando ci incontreremo di nuovo, fare dei passi avanti…

Lei ha espresso recentemente delle rimostranze sui tagli che impedirebbero di investire sulle infrastrutture…

Certo, non c’è rilancio o sviluppo senza investire sulle infrastrutture.

Ne ha parlato al tavolo con Romani?

Naturale.

E…?

E sono stati tutti d’accordo. Anche Tremonti è d’accordo. È molto semplice: dobbiamo trovare 6 miliardi di euro. Se si tagliano non si fanno le infrastrutture.

…E le grandi opere sono a rischio. Per dare un’idea concreta, possiamo fare qualche esempio? Quale cantiere rischia di fermarsi per mancanza di fondi?

Per l’amor del cielo…

Prego?

Me ne guardo bene. Se facessi esempi concreti scatenerei un putiferio. Guardi, meglio di no. Basta ribadire che se si vuole lo sviluppo servono investimenti sulle infrastrutture…

Par di capire, comunque, che nel governo c’è fibrillazione. Del resto ognuno chiede risorse per sé, i soldi sono pochi ed è naturale che si arrivi allo scontro…

Ma non c’è nessuno scontro. Siamo tutti d’accordo. Tutti quanti siamo consapevoli che mancano i soldi e ci stiamo dando da fare per trovarli…

Lei nega che ci siano divisioni interne alla maggioranza, ma questo tavolo coordinato dal ministero dello Sviluppo economico è stato interpretato come un’iniziativa anti-Tremonti…

Non so chi abbia potuto dire una cosa del genere, ma non è affatto così. Personalmente ci ho parlato anche in mattinata, con Tremonti… Io quando vado a una riunione non mi siede mai a tavolino “contro” qualcuno…

Rimane comunque il problema di dove reperire le risorse. In questi giorni è rispuntata l’ipotesi del condono. Anche lei non sembrava così negativo a riguardo…

Sono sempre stato contrario ai condoni.

Ma…?

…Ma oggi siamo chiaramente in una situazione di emergenza. E quando si è in emergenza si possono prendere anche soluzioni impopolari e che normalmente scarteremmo.

Intanto rimangono diverse questioni aperte. Desta un po’ di stupore lo stallo sulla questione Bankitalia, ad esempio. Ne avete parlato?

Assolutamente no. Non esiste né può esistere un tavolo per decidere il governatore della Banca d’Italia, per il semplice fatto che tutto quello che c’è da decidere in merito è di stretta competenza del solo Berlusconi.