«Pisanu e Scajola, la strana coppia che imita la Dc…»

«La Balena bianca non può rinascere, al massimo può riprodursi un balenottero. In giro ci sono numerosi tentativi di imitazione mal riusciti». Gerardo Bianco, ottant’anni compiuti da un mese, è il Chingachgook della Dc. L’ultimo dei democristiani – è stato l’ultimo capogruppo a Montecitorio del partito che fu di De Gasperi e Moro – parla con piena cognizione di causa. «La natura di quel partito è stata molto complessa, ogni tanto c’è qualcuno che ne rivendica l’eredità, ma la storia va avanti». Passato alle cronache parlamentari con la traduzione scherzosa e all’americana di Jerry White, il politico irpino ha recentemente dedicato un libro all’ultima stagione della Dc intitolato La balena bianca. L’ultima battaglia 1990-1994. (Rubbettino editore).

Si riparla di ex Dc alla carica con le vicende interne al Pdl. Starebbe per nascere una corrente guidata dal tandem Pisanu-Scajola…

Mi sembrano due profili agli antipodi. Non li vedo neanche facilmente insieme. Nel primo leggo un tormento genuino, da vecchio galantuomo che cerca di trovare una soluzione di alto respiro alla situazione interna al Pdl.

E Scajola?

La sua è una biografia completamente diversa. Mi sembra motivato da altre ragioni più tattiche che ideali. Francamente non ce li vedo insieme.

Non sarebbe la prima strana coppia della politica. Resta il fatto che, nel bene e nel male, il nome della Dc torna a galla.

Il più delle volte in maniera impropria. Questa Democrazia cristiana mi pare come il Colosseo nel Medioevo. Ogni tanto arrivava qualcuno che ne saccheggiava qualche pezzo. Il nome è usato impropriamente e a sproposito. Cercano di imitare, ma sono solo parodie.

Non crede neppure che gli ex Dc del Pdl possano far cadere il governo?

Non ci credo neanche se lo vedo. Piuttosto mi pare una dialettica interna alla maggioranza.

Per ottenere che cosa?

Questo dovrebbe chiederlo a Pisanu e Scajola. E poi tutto questo potere interdittivo dei postdemocristiani non lo vedo. Nello scenario politico e, nel Pdl in particolare, hanno un’impronta più decisa gli ex socialisti.

Intanto nel Pdl crescono le correnti proprio come nella vecchia Dc.

Ma le similitudini si fermano qui. La Democrazia cristiana è stato un partito molto complesso, ridurlo a un pugno di esponenti non è corretto. Il nostro era un partito con una democrazia interna che il Popolo della libertà non conosce.

Ma quando il suo conterraneo e collega di partito Fiorentino Sullo, sciolse la sua corrente motivò la decisione con questa frase: «Sono onesto, chi mi dà cento milioni l’anno per pagarla?»

Vero. Queste correnti si rifornivano a volte anche in modo improprio. All’epoca stavano decadendo in veri e propri gruppi di potere. E sul finanziamento alla politica, le ricordo che perfino un eroe della politica tedesca come l’ex cancelliere Helmut Kohl ne è uscito con le ossa rotte con lo scandalo dei fondi neri alla Cdu.

Quindi nostalgia fino a un certo punto. E nessuna rinascita di un partito unico dei cattolici nonostante gli auspici del cardinale Bagnasco?

Ma neanche la Chiesa ormai crede più alla rinascita della Dc. E lo stesso Bagnasco ha aggiustato il tiro auspicando una maggiore partecipazione dei cattolici alla politica. No, non esiste la possibilità di un’altra Balena bianca. Al massimo, e non è detto che accada, potrebbe nascere un balenottero.