Pannella, i comunisti e la star Nencini

Pannella è il leader storico dei radicali e, nella giornata forse più intensa del congresso, in un andirivieni tra taxi e treno, è entrato in sala e si è seduto in terz’ultima fila come un militante qualsiasi («forse pensa che siamo abbastanza grandi per camminare da soli», ha commentato Emma Bonino). Riccardo Nencini, invece, è il leader dei socialisti – quelli di sinistra – e alla kermesse di Chianciano si è sentito l’ospite d’onore, quasi una rockstar, pronto a rilasciare autografi e a regalare rose nel pugno, un po’ alla Wanda Osiris, magari scendendo una bella scalinata tra ali di folla festanti. È arrivato ieri pomeriggio nella sala per recarsi sul palco e regalare il suo Verbo ai congressisti radicali. Ma si è trovato in una situazione a dir poco imbarazzante: l’hanno costretto ad ascoltare altri interventi prima di dargli il microfono, come se fosse un politico qualunque. Secondo quanto hanno riferito i cronometristi, l’attesa di è prolungata per due ore, durante le quali ha ascoltato i bla-bla di Emma e compagni. Che disonore! A quel punto, ha deciso di lasciare l’assemblea prima che la vicepresidente del Senato concludesse. Quando è stato annunciato ufficialmente che l’ospite era dovuto andare via per «impegni precedentemente presi», gli iscritti radicali hanno accolto la notizia con fischi e battute ironiche, travolgendo Nencini con una bella risata. Una risata che però ha fatto a cazzotti con il comportamento di un iscritto dei radicali che ha aggredito il giornalista del Tg3, Danilo Scarrone, e l’operatore di ripresa Mario Rossi mentre facevano un’intervista a margine del congresso: «Siete del Tg3 come Bianca Berlinguer – si è messo ad urlare – siete tutti comunisti di merda. Vergogna». Alcuni iscritti radicali sono dovuti intervenire per evitare il peggio. Subito dopo, le scuse dei vertici pannelliani. Scuse che per fortuna non sono state fatte a Nencini. Anche perché le rockstar non ne hanno bisogno.