Merkel e Sarkozy “padroni”? Non se ne parla proprio

Non è solo una questione di forma o di galateo. Il governo italiano sta dimostrando di lavorare sodo, ha avanzato proposte apprezzate dall’Europa, sta agendo con tutte le sue forze per contrastare lo tsunami della crisi e mettere tutti al riparo, gli imprenditori come gli operai, i professionisti come gli impiegati. Proprio per questo, sarebbe fuori luogo e senza senso l’annunciato incontro a tre (Germania, Francia, Usa) che anticiperebbe, anche di mezz’ora, l’atteso vertice del G-20. Lo dicono gli stessi italo-americani, a brutto muso con Obama. Anche perché la situazione è brutta per tutti.

Nella bufera i mercati (e non solo)
Il piano salva-stati della Ue, la ricapitalizzazione delle banche europee e le strategie per la crescita e l’abbattimento del debito sovrano dei vari Paesi, alla prova dei mercati sembrano reggere solo in parte. Lo dimostra l’andamento delle Borse del Vecchio Continente e la caduta di Wall Street (-1,34 per cento il Dow Jones nel pomeriggio). Milano è stata la peggiore (-3,82 per cento), ma Francoforte ha ceduto il 3,23 per cento, Parigi il 3,16 e Londra il 2,73. Una situazione difficile, di cui ha finito per fare le spese il nostro Paese, considerato terra di frontiera in questa crisi che, ormai, investe i Paesi più esposti (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia), ma minaccia di estendersi per contagio all’intera Europa e a tutto il mondo. Nel mirino della speculazione internazionale sono finiti soprattutto i nostri titoli pubblici, colpiti da una pioggia di vendite sul mercato secondario. Lo spread tra Btp decennale e bund tedesco ha sforato di nuovo i 400 punti base, volando a 410,01 con rendimenti che hanno nuovamente superato la soglia del 6 per cento (6,18), avvicinandosi pericolosamente alla soglia del 6,5 per cento ritenuta da diversi analisti il punto di non ritorno. Tutto questo nonostante le Bce, nel corso della giornata, sia intervenuta a più riprese per acquistare debito italiano e spagnolo. Tutti i titoli del Tesoro italiani sono stati sotto pressione per l’intera giornata, mentre dagli Usa arrivava la notizia che le azioni del gruppo Mf Global holding erano state sospese.

Le paure degli statunitensi
Proprio per paura che situazioni del genere possano ripetersi in rapida successione, Obama ha lanciato ieri un messaggio rassicurante, affermando che l’Italia è «un importante alleato» e che al vertice del G20 a Cannes verranno presi, tutti assieme, decisioni sull’economia globale. E il Fondo monetario internazionale ha annunciato che rivedrà gli strumenti di prevenzione del contagio ai Paesi più colpiti, sotto stress sui mercati, con in prima fila, non nominati ma chiaramente individuabili, l’Italia e la Spagna. In sostanza, si prepara ad agire e sono in molti a sostenere che giovedì e venerdì prossimi a Cannes tra le decisioni da assumere ci sarà anche quella dell’aumento delle sue risorse. Le prese di posizione sono arrivate dopo che i leader della Ue hanno scritto a quelli del G20 per chiedere il loro sostegno e la Casa Bianca ha fatto sapere di ritenere l’accordo raggiunto la scorsa settimana a Bruxelles una base necessaria per la soluzione del problema del debito europeo. Il sottosegretario al Tesoro Lael Brainard, presentando la missione di Obama a Cannes, ha reso noto che in quella occasione il presidente Usa chiederà ragguagli sul piano salva-stati.

Si muove il G20
Con Sarkozy e laMerkel sono anche previsti incontri bilaterali che dovrebbero servire per smussare gli angoli, dopo che dagli Usa sono venute critiche ripetute sul fatto che i Paesi Ue stanno affrontando questa crisi in ordine sparso. Un fatto per certi versi scontato, visto che sotto accusa per questo è stata ed è soprattutto la cancelliera tedesca, ma che si presta alle solite considerazioni che arrivano dal centrosinistra di casa nostra: Obama incontra Merkel e Sarkozy, ma non Berlusconi, perché quest’ultimo non conta nulla. Tutti sappiamo che non è vero, che il direttorio franco-tedesco è alla base di molti problemi e, pertanto, è prima di tutto con questi due Stati (non a caso c’è chi ritiene che la gran parte dei problemi della Grecia sono dovuti al comportamento assunto a suo tempo dalla Germania) che si deve mettere a punto la medicina necessaria, ma la polemica in termini politici è possibile. Com’è evidente che è fuori da ogni logica intrattenere rapporti con Merkel e Sarkozy per parlare all’Europa, visto che nessuno ha mai eletto a rappresentanti dei Ventisette questi due leader. Un’anomalia nell’anomalia, perché tutti i partner europei vengono considerati alla stessa stregua quando si tratta di assumere decisioni. È la dimostrazione che l’Europa politica non esiste oggi e su queste basi non potrà esistere neppure domani. Cose evidenti, anche se Bersani continua a ripetere come un disco rotto che Berlusconi si deve dimettere.

Italo-americani contro Obama
Ad Amato Berardi, presidente Nia-Pac e membro del direttivo del Niaf, l’incontro di Obama con Merkel e Sarkozy e senza Berlusconi non piace affatto. Lo abbiamo contattato al telefono mentre si trovava in Usam e ci ha informato che al presidente degli Stati Uniti è già stato chiesto «di lavorare più a contatto con l’Italia come Paese e con Berlusconi come presidente del Consiglio. Non possiamo permetterci che il presidente assuma posizioni come quella di Cannes. Intendiamo fare lobbying e, se necessario, porteremo questa nostra iniziativa alle estreme conseguenze facendo mancare i nostri finanziamenti alle campagne elettorali dei rappresentanati italo-americani che sostengono Obama. Intanto siamo già intervenuti sul deputato repubblicano Pat Tiberi chiedendogli di assumere una posizione forte a sostegno dell’Italia. Il nostro Paese è sempre stato fedele alleato degli Stati Uniti e non gli si può negare la patecipazione a incontri come quello che si annuncia per giovedì al G20. Almeno non da parte del presidente Usa. Se dopo le belle parole di domenica scorsa Obama ha deciso di cambiare atteggiamento sappia che questo non fa piacere ai 33 milioni di italiani che vivono negli Stati Uniti. Così ci fa sentire americani di serie B».

Le misure italiane
«Siamo con Roma», conferma l’ambasciatore Usa nella Capitale, David Thorne, che plaude agli impegni sulle riforme assunti dal Cavaliere con la lettera alla Ue, definendoli però solo «l’inizio del cammino» e sottolineando che adesso debbono essere «trasformati in fatti concreti». «Ciò che Berlusconi ha scritto – dichiara Thorne in un’intervista a La stampa –  dimostra la comprensione  di ciò che deve essere fatto. Il premier vuole spingere l’Italia  in questa direzione, ma il problema è che il diavolo  è nei dettagli ovvero non è ancora chiaro come tale piano di riforme sarà ralizzato in concreto». Secondo Thorne, Berlusconi sa molto bene quello che bisogna fare e questo, anche guardando al G20, è un aspetto importante della questione dove «con Obama si parleranno, anche se niente di formale è stato fissato». Anche l’Ocse condivide le misure di Roma su debito e crescita. «Sono chiaramente positive e vanno nella giusta direzione», fa rilevare Angel Curria, a Parigi durante la presentazione della valutazione economica sui Paesi del G20 in vista del summit di giovedì. Dato che l’Italia è una delle principali economie del mondo, i suoi problemi, sottolinea, sono «sistemici». «Positivo» viene definito anche l’inserimento nella Costituzione del vincolo sul pareggio di bilancio.