Lodo Mondadori: Sentenza col trucco?

Un vizio di forma? Una distrazione innocente? C’è molto di più nelle pieghe del “processo dei processi”, quello che la stampa ha dipinto per anni come la “madre di tutte le giustizie” contro l’usurpatore Berlusconi. A rileggere le carte della sentenza della Corte d’Appello di Milano sul lodo Mondadori, che condanna la Fininvest a pagare 564 milioni di euro alla Cir, il verdetto si rivela una bufala perché poggia su un precedente giurisprudenziale inesistente. O volutamente rivisitato.
Un lungo esposto al ministro della Giustizia e al Procuratore generale della Corte di Cassazione presentato ieri da Marina Berlusconi scopre il “fattaccio” frutto di «sconcertanti omissioni». Andiamo per ordine: la clamorosa sentenza dello scorso 9 luglio con cui la Corte d’Appello di Milano ha condannato la Fininvest, infatti, si basa su una pronuncia della Cassazione riportata con «il taglio di un passaggio decisivo e la mancata citazione di altri passaggi, altrettanto decisivi». Il risultato, spiega una Marina furiosa, è «che si fa dire alla Cassazione l’esatto contrario di quanto invece la Suprema Corte afferma nella sua sentenza».

Leggi l’articolo in versione integrale sul Secolo d’Italia del 5 ottobre