La nuova vita del Vittoriale: cresce il sostegno a Guerri

Francio Cardini, Folco Quilici, Galli della Loggia, Alessandro Barbero, Philippe Daverio e altri autorevoli esponenti della cultura, ma anche associazioni, gente comune, appassionati e dannunziani reduci da visite al Vittoriale di Gardone Riviera. Parla da sola la qualità e la quantità degli interventi a sostegno dell’operato di Giordano Bruno Guerri ( dare un’occhiata sui quotidiani e su facebook per credere) che in qualità di presidente del Vittoriale è stato accusato da trenta docenti di Letteratura italiana capitanati da Attilio Mazza, giornalista ma anche studioso di d’Annunzio e a suo tempo sindaco di Gardone Riviera, e Pietro Gibellini. Hanno sottoscritto una petizione rivolta al presidente Napolitano per “difendere”, in sostanza, il Vittoriale dal “cattivo operato” dell’attuale presidente.

Guerri, ma di cosa parlano gli “indignatos” del Vittoriale? Ci risulta, anzi, che la sua “cattiva gestione” gli ha praticamente ridato vita, o no?

Parla da sé la vita attiva di studi ed iniziative a cui è stata restituita la casa di d’Annunzio dal 2008 ad oggi. Il Vittoriale veniva da un periodo alquanto grigio con un calo  di 60.000 visitatori l’anno. Con quel trend oggi avrebbe chiuso… Ora sono 150 mila i visitatori, con oltre un milione e mezzo di euro di incasso tra gennaio e settembre 2011. Il tutto senza costi per lo Stato. Inoltre quegli studiosi che ieri sul Corriere mi hanno sostenuto sono tutte persone venute qui a Gardone per i miei convegni e hanno toccato con mano lo stato del luogo. Ho chiesto, al contrario, di fare un ricerca per vedere chi dei 30 miei accusatori fosse stato di recente al Vittoriale. Ebbene solo uno tre anni fa…

Parlano i convegni e il calendario delle iniziative per vedere che ne ha fatto un centro di irradiazione dannunziana. Non si ferma mai?

Comincio dal futuro, da domani, con il convegno “ Percorsi russi al Vittoriale”: nuovi studi dimostrano che il Vate è stato anche l’iniziatore dei rapporti culturali italo-russi. Il precedente sul “Medioevo dannunziano” ha avuto una grande eco e di entrambi pubblicheremo gli Atti, sui “Quaderni del Vittoriale”, che sotto la mia presidenza hanno ripreso le pubblicazioni.

Ma allora è stato un attacco strumentale e personale?

Mazza e Gibellini sono entrambi studiosi del poeta e ambivano a diventare presidenti del Vittoriale, evidentemente, in virtù dei loro scritti. Ma anziché parlarmi di persona – io ricevo tutti – hanno preferito il “colpo” mediatico, coinvolgendo addirittura il Quirinale, che invece ha appena firmato il decreto della mia riconferma.
Hanno detto che l’apertura del nuovo ingresso laterale falserebbe «lo storico percorso» saltando addirittura la fontanella con il timpano su cui si legge «Io ho quel che ho donato»: è vero?
No, è il contrario: per restituire all’ingresso principale il suo fascino originario, ho spostato la biglietteria di lato. Altrimenti non era decoroso un ingresso soffocato da tabelle, tariffari, code interminabili. Anzi, in questo modo, la celebre frase del Vate è ben visibile. La polemica è strumentale: pensi che quando sono arrivato nel 2008, proprio nell’atrio c’era un vecchio cartello che a caratteri cubitali recava la scritta “Lavori in corso” per via del terremoto del 2004, a lavori ampiamente terminati. Non si erano accorti allora della dimenticanza e dell’abbandono del luogo i miei detrattori…

Hanno parlato di «manomissioni e di volgari intrusioni»: a  cosa si riferiscono?

Alla donazione da parte di importanti scultori contemporanei delle loro opere: ritengo invece un omaggio straordinario per il Vate l’inserimento di queste culture nello spazio dell’Anfiteatro: stabiliscono un legame di continuità fra d’ Annunzio e gli attuali creatori di bellezza. Invece, vorrebbero far rimuovere il Cavallo di Mimmo Paladino, le opere di Riva, Ontani, Greco o l’obelisco di Pomodoro che dovrà arrivare.

Pensa che sia il risentimento dei “mummificatori” verso gli innovatori?

Certo. Prevale la polvere della conservazione sull’essenza delle cose. E l’essenza dannunziana spinge a guardare al futuro. Proprio oggi ho ricevuto il Fondo Eleonora Duse acquistato dallo Stato su mia segnalazione. Inoltre sto lavorando già al 2013, l’anno dannunziano che segna i 150 dalla nascita e i 75 dalla morte. Il 18 ottobre verrà definito il programma e verrà istituita da un notaio la Fondazione dei gemellaggi dannunziani, che interesserà 40 luogi in tutta Italia. In linea con il vitalismo del Vate: osare sempre.