La fortuna di dirsi Serena: dalla commedia al noir

Denis Diderot ne era convinto: «Esiste solo una passione, ed è la passione per la felicità». Visto l’entusiasmo con il quale interpreta i suoi ruoli, il canto e la recitazione sono realmente il grande amore di Serena Rossi, perché riescono a trasmetterle la gioia di vivere. Seppur giovane, l’attrice napoletana, apparsa pochi giorni fa nella fiction Dove la trovi una come me?, ha già avuto molto successo grazie ai ruoli avuti in Un posto al sole, Il commissario Montalbano e in Ho sposato uno sbirro. A dimostrazione del fatto che la sua agenda è piena di richieste, a breve Serena interpreterà un ruolo anche ne Il clan dei camorristi, serie crime che verrà mandata in onda da Mediaset.

Serena, lei è diventata nota grazie alle sue doti recitative irradiate in televisione, ma lei ha anche ottime doti canore. È stata anche nel cast del musical “C’era una volta Scugnizzi” sta puntando più sulla recitazione, o ha intenzione di far emergere tutte le sue qualità?

Cerco di far coesistere canto e recitazione anche perché non credo che l’una capacità escluda l’altra. Anzi, forse è anche un valore aggiunto quello di sapersi esprimere su più fronti. La recitazione mi sta dando tante soddisfazioni, e forse, ora come ora, me ne dà più di quanto non riesca a fare il canto che però per molto tempo ho anche abbandonato: come attrice infatti questi ultimi sono stati anni molto intensi per me, e inevitabilmente ho messo un po’ da parte il canto, ma ora è qualche mese che ho preso in mano un progetto discografico, un cd tutto mio di musica leggera, ma ci sto ancora lavorando. Uscito il cd magari verranno organizzate alcune serate in qualche locale per presentare le mie canzoni, ma non ho intenzione di diventare una popstar.

C’è differenza nell’interpretare il personaggio di un film, di un musical e quello di una soap opera?

Quando si recita in una soap si supera il confine personaggio-vita reale più volte: dopo essere stata per tanto tempo Carmen, in Un posto al sole, ogni tanto la sua personalità si rifletteva anche nella vita reale. Nella soap le scene dopo un po’ vanno avanti da sole, non si prova moltissimo, nei film invece si cura ogni dettaglio, ci si ferma decine di volte, c’è un ritmo di produzione completamente diverso. Andare sul set tutti i giorni per tanti anni però è stato importante perché sto notando di essere più esperta rispetto agli attori della mia età: so muovermi meglio sul set, so mettermi meglio davanti alla macchina da presa, sono più abituata a questo lavoro. Per quel che riguarda il musical, a me piace molto, anche perché dà un’adrenalina unica. Però quando si recita in un musical difficilmente si ha tempo per altre cose: la concentrazione è massima, si fanno prove tutti i giorni, si va in tour, si viaggia molto: si rischia di uscire dal giro, e ora come ora non me lo posso permettere.

Musical, fiction, film: lei ha fatto un po’ di tutto. Quale prodotto crede riesca ad incollare la gente davanti alla tv?

Innanzitutto devo dire che sono contenta del fatto che i vari talent piano, piano stanno perdendo un po’ di fascino. In quei programmi giovani ambiziosi vengono sfruttati e messi davanti alle telecamere. Questo credo sia un dato importante, e che mi fa anche coraggio perché quella è una strada pericolosa per i giovani: inizialmente si ritrovano al centro dell’universo, ma nel giro di pochi secondi ci si scorda di loro. Io in televisione guardo i film e le fiction perché mi piace guardare i miei colleghi e confrontarmi con loro. Negli ultimi anni però ci sono sempre più offerte e possibilità di scelta: ormai infatti ci sono programmi specifici dedicati alla cucina, al bricolage e quant’altro, quindi ormai non c’è più un programma tipo.

Crede che Mediaset e Rai puntino allo stesso tipo di pubblico, o crede che i palinsesti delle due aziende si differenzino in qualcosa?

Secondo me hanno un pubblico diverso. Italia Uno e Canale 5 hanno un palinsesto più adatto ai ragazzi, e credo che il palinsesto sia pensato in gran parte per loro. La Rai invece mi sembra punti ad un pubblico completamente diverso. Un discorso a parte va fatto poi per Raitre che è proprio un canale alternativo.

Per un attore c’è differenza se un suo film viene trasmesso dalla Rai piuttosto che da Mediaset?

Personalmente ho lavorato più in Rai anche se a breve sarò su Mediaset con la serie crime Il clan dei camorristi. A me cambia poco dove vengono trasmessi i miei film. Io sposo il progetto, la sceneggiatura, non il canale che poi trasmette il prodotto. Il fattore che determina se accetto o meno l’offerta di lavoro è la qualità del programma, non altro.