E la sinistra specula: «Piove, è colpa del governo

«Ora è il momento del lutto per le vittime e la priorità sono gli aiuti per affrontare l’emergenza». L’ambientalista e deputato del Pd Ermete Realacci era partito con una dichiarazione di buon senso, ieri, di fronte alla nuova ondata di maltempo che ha colpito l’Italia, e in particolare la Liguria e la Toscana. Ci sono stati otto morti – ma le vittime sono destinate a crescere –  centinaia di sfollati e comuni completamente devastati. Di buon senso e rispetto per le vittime, ieri, ce n’era davvero bisogno. Nelle dichiarazioni di Realacci, però, s’è perso subito, tanto che quella prima battuta è suonata come una risicata foglia di fico sul vero scopo dell’intervento: attribuire al governo la responsabilità, morale e non solo, del disastro. «Non si può non ricordare – ha aggiunto Realacci – che solo pochi giorni fa si tornava a parlare di condono edilizio che, come è tristemente noto, è una delle cause prioritarie della fragilità e dell’insicurezza di tanta parte del territorio italiano».

Per il centrosinistra «piove, governo ladro»
A questo gioco al massacro s’è unito tutto il centrosinistra, dal Pd all’Idv, passando per i Verdi e il Prc. In molti casi è mancato anche un pensiero per chi ha perso tutto o molto e le dichiarazioni di rito sono passate direttamente al grottesco refrain del “piove governo ladro”, che adattato a questo caso poi dovrebbe essere “piove governo assassino”. S’è ripetuto quello che era già successo con il nubifragio romano della scorsa settimana: la colpa è del centrodestra che governa Roma, se le piogge straordinarie colpiscono la Capitale, e di quello che governa l’Italia, se a finire alluvionata è un’altra parte del Paese in cui non vi sia un Alemanno da processare. «Quello che sta accadendo in Liguria, che è accaduto a Roma e che accade sempre più spesso in Italia è un vero e proprio disastro colposo, perché non è legato a eventi atmosferici straordinari o a calamità, ma a incuria e negligenza: la politica deve andare sotto processo», ha sostenuto il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, come se i Verdi non fossero “politica”, non fossero mai stati al governo e non avessero espresso, fino ad appena tre anni fa, il ministro dell’Ambiente (Alfonso Pecoraro Scanio), un sottosegretario all’Economia (Paolo Cento) e uno all’Agricoltura (Stefano Boco). Come se, insomma, non fossero mai stati in luoghi chiave per la gestione e la prevenzione di questi fenomeni.

Ma il Cnr spiega: succede ormai da decenni
Il Cnr ha ricordato ieri che i disastri legati al maltempo, in Italia, sono ormai una costante da decenni. In particolare è stato l’Istituto di ricerca e protezione idrogeologica a ricostruire che dal 1960 al 2010 gli smottamenti gravi del terreno hanno provocato un totale di 3.407 morti, 15 dispersi e 1.927 feriti, mentre le vittime delle inondazioni sono state 715, i dispersi 69 e i feriti 909. La mappatura rivela che non c’è regione che sia stata risparmiata e che il flagello delle piogge e dei suoi effetti non ha fatto differenza tra governi di centrodestra e centrosinistra. Ancora dal Cnr, il ricercatore dell’istituto di biometeorologia, Massimiliano Pasqui, ha spiegato che quello che si sta verificando è «una classe di eventi intensi ascrivibili ai cambiamenti climatici». «Piogge molto intense e alluvioni repentine – ha aggiunto Pasqui – sono in aumento sul Mediterraneo centrale, specie dagli ultimi 15 anni». Anche presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolgendo il suo pensiero alle vittime, ha parlato di «tributi molto dolorosi che purtroppo paghiamo ai cambiamenti climatici, e non solo noi».

Quei fondi recuperati al ministero dell’Ambiente
Per Bonelli, Realacci & co. però i morti e gli sfollati di queste settimane vanno messi in relazione con le ipotesi di condono, il piano casa, le spese militari, la volontà di costruire infrastrutture moderne come la Tav o il Ponte di Messina, con i tagli dovuti alla crisi. «In questa situazione più che allarmante il governo sostanzialmente azzera le risorse già limitate e insufficienti», ha sostenuto Realacci, dimenticando i 360 milioni recuperati la scorsa settimana al ministero dell’Ambiente, all’interno di un decreto Sviluppo in cui davvero ce n’era pochissimo per chiunque.

Il governo pronto a far fronte all’emergenza
E recriminazioni non sono mancate nemmeno rispetto alla giornata di ieri, durante la quale il ministro Stefania Prestigiacomo è stata accusata di «stare chiusa nel suo bunker» e il governo è stato invitato a riferire in aula come se avesse intenzione di sottrarsi. «L’impegno del governo oggi è massimo e si accompagna al cordoglio per la perdita, ancora una volta, di tante vite umane», ha spiegato la Prestigiacomo, mentre il ministro della Difesa chiariva che per i soccorsi erano impiegati elicotteri, una nave e oltre 200 militari e il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli assicurava: «Posso garantire che il governo assumerà tutti i provvedimenti del caso appena conosciuta e verificata la reale consistenza dei danni che si sono registrati».