Città bloccate per l’Iphone e per la partita: è qui la crisi?

In seimila hanno bloccato il traffico romano per comprare lo smartphone a 399 euro, il notebook a 499 e il maxischermo a 999 euro. In tremila hanno assaltato i botteghini del San Paolo di Napoli per la partita di Champions League a Monaco di Baviera. Costo del biglietto, 40 euro. Per una trasferta che, volo incluso, costerà ai cinquemila tifosi napoletani almeno cinquecento euro a testa. Roma chiama Napoli. È qui la crisi?  
Se questa è una nazione sull’orlo del baratro c’è qualche conto che non torna. Vanno inseriti tra gli indigenti anche i seimila romani che ieri hanno mattina dalle prime luci dell’alba hanno paralizzato Roma nord? Motivo dell’ingorgo l’apertura di un nuovo punto vendita del gruppo Trony. Nessun regalo di beni di prima necessità, solo una onesta vendita promozionale di televisori di ultima generazione, macchine fotografiche e telefoni cellulari. «Seimila persone è davvero un numero imprevedibile. Abbiamo schierato 250 vigili e stiamo cercando di controllare la situazione», ha detto a caldo il sindaco di Roma Gianni Alemanno. «La domanda da porsi – ha aggiunto il primo cittadino – è che forse realtà di questo genere dovrebbero essere collocate in un’area più periferica e non in un posto così centrale. Stiamo comunque controllando la situazione ma, lo ripeto, una risposta così forte non era prevedibile».
Come non erano prevedibili, le cifre riferite nel pomeriggio dall’ufficio vendite di Trony. Oltre due milioni e mezzo di euro spesi in una corsa all’Iphone, televisori e notebook. La spesa media di ogni cliente approdato al megastore è stata di circa 270 euro. La stima  delle persone arrivate nel punto vendita è di 25mila clienti.  I prodotti subito esauriti? Cellulari I-Phone, e particolari modelli di televisori da 32 pollici, lavatrici e computer notebook, tutti in offerta sulla prima pagine del volantino distribuito ieri e nei giorni scorsi».
Più o meno nelle stesse ore a Napoli una ressa di alcune migliaia di persone ha creato problemi alla circolazione nella zona dello stadio. Ci sono stati anche alcuni tafferugli con le forze dell’ordine. Anche in questo caso non si regalava nulla. Sono terminati in poco meno di tre ore i biglietti messi a disposizione dei tifosi del Napoli dal Bayern Monaco per la sfida di Champions League in programma mercoledì 2 novembre. Cinquecento tagliandi sono stati venduti on-line, mentre la restante parte è stata acquistata ai botteghini 1, 3 e 5 dello stadio San Paolo dove non sono mancati momenti di tensione con le forze dell’ordine intervenute per sedare gli animi. Le file davanti all’impianto di Fuorigrotta sono iniziate già mercoledì sera al termine del match con l’Udinese. Intorno a mezzanotte i sostenitori azzurri in fila erano circa 500, numero che poi è cresciuto con il passare delle ore. Alle 6 del mattino erano già migliaia i supporter in cerca di un tagliando valido per il match di mercoledì e pensare che l’apertura dei botteghini era fissata per le 10. Ed è poco prima di quell’ora che si sono registrati i primi disordini con i tifosi che hanno scavalcato la recinzione adibita a funzione di pre-filtraggio superando anche quelli che pur di accaparrarsi un biglietto avevano trascorso la notte al freddo.
A nulla è servita la decisione di sospendere più volte la vendita: i sostenitori azzurri sapevano che la richiesta superava l’offerta e che quindi molti di loro sarebbero tornati a casa a mani vuote. L’ultima momento «caldo» si è verificato poco prima delle tredici, quando i tifosi si sono resi conto che i tagliandi erano esauriti, a quel punto la folla ha sfondato le protezioni. Alla fine in migliaia, pur essendo stato tutta la notte in attesa, non sono riusciti ad accaparrarsi il tanto desiderato biglietto. I tremila fortunati al costo di 40 euro del ticket dovranno aggiungere quello del biglietto aereo. Il prezzo più economico a disposizione sui siti web ieri pomeriggio era di 502 euro andata e ritorno con Alitalia. Insomma, ogni supporter partenopeo spenderà almeno seicento euro. Non poco per una nazione che si autodefinisce in piena crisi.
Forse non sono stati informati della recessione neppure i 7,3 milioni gli italiani in viaggio per il ponte di Ognissanti. Saranno il +3,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. L’87% (rispetto all’83% del 2010) rimarrà nel nostro Paese, mentre il 10% (rispetto al 15% del 2010) andranno all’estero. Lo rivela un’indagine di Federalberghi. Mediamente, si spenderanno 251 euro (rispetto ai 248 del 2010 per un +1,2%) per trasporto, alloggio, cibo e divertimenti, da cui un giro d’affari di 1,83 miliardi di euro (rispetto a 1,74 miliardi di euro del 2010 per un +4,7%). La durata media del soggiorno durante questo “ponte” del 1° novembre, sarà infine di 3,2 notti trascorse fuori casa (rispetto alle tre notti del 2010). Dunque Federalberghi conferma le notizie in arrivo da Roma e da Napoli. Se la crisi c’è, si sta nascondendo bene.