“Vietato il gioco su Sarkozy”. E se fosse capitato al Cav?

Parigi così vicina e così lontana. Nella buona e nella cattiva sorte Nicolas Sarkozy può contare su un invalicabile scudo di protezione (anche preventiva) dalla satira anti-presidenziale, dai divertissements velenosi dei detrattori che si nascondono nelle trame di un film, nelle pieghe del web e persino tra le carte di un gioco di società. Monsieur le président è il primo cittadino di Francia e la sua immagine va difesa dagli attacchi delle malelingue e da quegli anti-francesi à la page che sguazzano sulle sue gaffe. Lungo la Senna si esagera un po’, ammettiamolo. Da noi le cose vanno molto diversamete: lo sport preferito da media, intellettuali e operatori culturali che fanno tendenza è il tiro al piccione sull’inquilino di Palazzo Chigi. E chi lo fa viene “santificato”.
In Francia, stando al quotidiano Libération che lo riporta con larvata indignazione, può succedere che il gioco di società Casse-toi pov’con! (“vattene, cretino”, “sparisci povero coglione”, si sprecano le varianti nella traduzione letterale), che riprende la frase che Sarkozy rispose a un uomo che si rifiutò di stringergli la mano durante una cerimonia al Salone dell’Agricoltura nel 2008, sparisca improvvisamente dal Festival dei giochi di società di Saint-Apollinaire, vicino Digione.  A raccontare per primo il fattaccio sul suo blog è l’illustratore, Martin Vidberg, che era stato invitato al festival per incontrare il pubblico e presentare il gioco. Al suo arrivo, racconta, uno degli organizzatori lo avvicina «visibilmente molto scocciato» per dargli la cattiva notizia, quella di aver ricevuto una telefonata dal sindaco Rémi Delatte, che, saputo del gioco e del progetto di France 3 di dedicargli un reportage, chiede l’annullamento dell’incontro col pubblico e il ritiro del gioco dal Festival. Un trattamento simile sarebbe stato riservato alla giornalista di France 3, Elsa Bezin, che quando arriva con la sua équipe al Festival, si sente dire che quel gioco non potrà essere filmato e, racconta il giornale satirico Le Canard Enchaine, alza i tacchi e se ne va. Buccia di banana? Odiosa censura illiberale? La ricostruzione è tutta da verificare, i commentatori parlano di “giallo” al Festival perché il sindaco smentisce seccamente. «Non ho esercitato alcuna pressione sugli organizzatori o sui giornalisti. Sfido chiunque a dimostrare il contrario». Panzane, come pure la minaccia di taglio delle sovvenzioni se la tv avesse filmato il gioco. In Casse-toi pov’ con i giocatori vestono a scelta i panni di un politico di destra o di sinistra, non mancano Nicolas e Ségolène, naturalmente. Sul tavolo vengono posate diverse carte, che rappresentano la folla, e tutti i giocatori in contemporanea vanno alla ricerca di  quelle che concordano con le scelte politiche del proprio rappresentante, ma alcune di esse «causano dello stress» che diminuiscono il nostro punteggio, fino a farci perdere.
Tutto qui? I nostri cugini d’Oltralpe non conoscono la fantasia italica che si scatena di fronte a monsieur Berlusconì. Film, dvd, strisce, comics. La rete pullula di giochi di animazione nei quali il premier viene preso per i piedi e gettato via, di videogame rivisitati “ad hoc” come Space Invader con il premier insidiato da Santoro, Grillo, Boccasini e Travaglio. Per non dire degli evergreen, le urticanti parodie di Sabrina Guzzanti, i processi sanremesi di Celentano, le gag di Crozza, tutte ossessivamente dedicate al Caimano d’Italia. Un gioco da tavola sulle gaffe del Cavaliere da noi avrebbe vinto un Premio speciale.