Se Cicciolina è diventata “casta”…

Sentirsi dare della “casta”, dopo anni di onorata carriera da pornostar, potrebbe perfino farla arrossire, impresa mai riuscita neanche ai suoi abituali compagni di lavoro, superdotati, serpenti e orsacchiotti vari. La definizione di “pensionata”, invece, l’avrà sicuramente fatta infuriare: lei, alla soglia dei 60 anni, lavora ancora, eccome, esibendosi nei locali italiani con il nomignolo che la accompagna da quando, tanti anni fa, iniziò a turbare i sogni degli italiani: Cicciolina. Vista così, Ilona Staller potrebbe essere un modello per tutte le donne italiane, un esempio per l’Europa che ci incalza sull’età pensionabile, una bandiera per le tesi di Confindustria sulla previdenza da picconare. Peccato che la pornostar più amata d’Italia, pur proseguendo nelle sua rispettabilissima attività lavorativa, la pensione la prenda già, grazie ai suoi cinque anni da deputata radicale. Oggi Cicciolina, grazie a qualche articolo giornale che ha svelato il suo benefit da tremila euro al mese, è diventata a tutti gli effetti “casta”, termine con il quale si definisce l’intera classe politica accusata di godere di privilegi intollerabili. Al di là delle facili ironie, il caso-Staller dimostra come la rivolta contro i politici attuali sia fenomeno istintivo e violento, ma del quale in pochi hanno compreso la reale origine. Che è quella della Prima Repubblica, quando furono stabilite tutte le regole del “privilegio”, vero o presunto, che oggi l’ultima generazione di parlamentari si sente rinfacciare quotidianamente come se le avessero scritte loro. In buona compagnia di Cicciolina, oltre a politici di lungo corso beneficiari di pensioni d’oro, come Amato e Veltroni, ci sono anche cantanti come Gino Paoli, registi come Squitieri ed ex terroristi come Toni Negri. Ognuno con un diritto acquisito che mai nessuno gli toglierà, a torto o a ragione: casti o meno casti, cicciolini o furbettini.