«L’etica è roba da atei, io sono per la morale»

Della sua “destra divina” il Pdl berlusconiano ha poco o nulla. Una qualche dimensione pagana, a dir la verità, il Cavaliere sembra avercela, ma di paganesimo Camillo Langone non vuol sentire parlare. Lui è per il venerdì di magro e la messa recitata come Cristo comanda. Uno pensa: è il tipo giusto per inalberarsi contro i festini e le nottate allegre del premier. E invece no, perché la penna del Foglio delle acrobazie erotiche di Berlusconi non vuol sentir parlare. È roba da serve, dice…

Allora Langone, che idea si è fatto delle parole di Bagnasco, da molti interpretate come una reprimenda contro il premier?

Penso che abbiano ragione i vescovi inglesi.

Che c’entra, scusi?

I vescovi inglesi sono uomini di Dio e quindi non guardano dal buco della serratura. Chi è che guarda dal buco della serratura, in genere? Le serve. Non è degno, non è dignitoso… Se sei una serva e lo fai uno dice: va bene, è una serva, che deve fare? Ma gli altri non dovrebbero mai farlo…

D’accordo, ma i vescovi inglesi?

Ecco, i vescovi inglesi, anziché impicciarsi di certe cose e guardare dal buco della serratura hanno appena ripristinato in via ufficiale il venerdì di magro.

Continuiamo a non capire…

I vescovi inglesi si occupano di Dio. Il cattolico il venerdì non deve mangiare carne. Punto. I vescovi italiani invece si occupano di politica, si impicciano, si immischiano. E così facendo trascurano Dio.

Ah, ora è più chiaro. Resta il fatto che un qualche rapporto tra etica e politica va ristabilito, no?

Vede, la parola etica mi piace poco. L’ateo, il protestante parlano di etica. Il cattolico parla di morale.

Che differenza c’è?

La morale, per il cattolico, è una cosa necessaria ma non esaltante. C’è, ci deve essere, ma non entusiasma. Chi parla di etica, invece, se ne compiace troppo, crede di avere a che fare con chissà che cosa.

D’accordo, allora ripropongo la domanda: la politica ha a che fare con la morale?

Sì, certo. Ma non con la morale sessuale. La politica ha a che fare con la morale relativa alla cosa pubblica. In questo senso sì, è necessaria. Ma, come dire: con moderazione. Sono un moralista moderato, diciamo così.

Ora, al di là di ogni considerazione politica o filosofica: i particolari emersi dalle intercettazioni su Berlusconi, umanamente, che impressione le hanno fatto?

Guardi, sinceramente non leggo certe cose. Sì, certo, ho visto i titoli, so di cosa parliamo. Ma davvero non me ne frega nulla, non mi importa di quello che fa Berlusconi nella sua vita privata.

Nulla di immorale, quindi, per lei?

Nelle intercettazioni percepisco, sì, l’immoralità, ma dell’intercettare stesso. Ecco, io non solo non vorrei che i magistrati sapessero con chi va a letto il Cavaliere, ma non vorrei saperlo neanche io.

Quindi non è fra gli scandalizzati per certi dettagli piccanti emersi dalle inchieste…

No. Anzi, mi fa piacere che Berlusconi vada con le donne. Sono contento che si diverta. Ma non certo perché vorrei partecipare. Sono solo contento per lui.

Lei è autore del “Manifesto della destra divina”. Questo centrodestra non è troppo profano per lei?

Sì, sicuramente. Ma è profano per altri motivi, per quello che fa di giorno, non per ciò che fa di notte.

Tipo?

La Brambilla, ad esempio, è un ministro pagano. Anche la Carfagna. Sono ministri pagani, ma per come operano, per quello che dicono, non certo per questioni erotiche…

Comunque la morale della politica italiana sembra al sicuro. Pare, infatti, che stiano per rifare il partito dei cattolici. Lei sarà contento, dico bene?

Ma scherza? Ci manca solo quello.

È un progetto che non la convince?

Che senso ha oggi la nostalgia della Dc? Qualcuno dice addirittura che abbia portato alla secolarizzazione dell’Italia. Forse è una lettura ingenerosa, ma di sicuro non l’ha frenata.
 
Lo scudocrociato non è la risposta che cerchiamo, insomma…

La Democrazia cristiana è morta. Anzi, quando è scomparsa dalla scena era già morta, non ci credeva più nessuno. Oggi nessuno è in grado di resuscitare alcunché…