«La sinistra resta il regno dei tecnocrati»

Invocare un nuovo governo senza passare dal voto, come fa il Pd, è una negazione della sovranità popolare? Per molti lo è, ma per il giornalista e scrittore Renato Besana il punto non è quello: «Il nostro è un regime parlamentare, l’ordinamento lo consente». Il punto è un altro: «La sinistra ha un tic che non è mai guarito: si considera da sempre depositaria della volontà generale, anche quando non lo è».

In questo momento lo è?

In questo momento è lontana anni luce dall’esserlo. Poi, ora, probabilmente alle elezioni vincerebbe anche, ma questo non significa che sia interprete della volontà popolare. Oggi la sinistra è in larga parte il contenitore di quelle che una volta si chiamavano tecnocrazie, dei poteri forti. Alla sinistra guardano i banchieri, Confindustria, le burocrazie organizzate come i pm, che sono un’altra cosa rispetto alla sovranità popolare.

E Cipputi?

E Cipputi mi chiedo come faccia a fidarsi ancora della sinistra parlamentare. Il Pd è il partito dei grandi capitali, della tessera numero uno a Carlo De Benedetti, di Profumo che si dice disponibile alle primarie.

Ma la questione Profumo non riguarda più semplicemente la crisi di leadership?

Riguarda il fatto che si adoperano per imporre il cosiddetto governo dei migliori: Profumo perché è un grande banchiere, Monti perché saprebbe come fare. E tutto questo indipendentemente dalla sovranità popolare. Anzi, oggi la sinistra è il veicolo delle forze antipolitiche, le quali negano la legittimità stessa della sovranità popolare. Questa è la sua grande contraddizione e oggi soprattutto è vissuta dolorosamente al proprio interno.

Scusi, da chi?

Quando la sinistra antagonista va a occupare Standard & Poor’s a Milano o tenta il blitz alla Borsa dimostra che se ne rende conto e che reagisce.

La sinistra antagonista, però, non si riconosce in questa sinistra parlamentare.

E allora guardiamo a Milano, a Pisapia: tra i suoi sostenitori c’era anche una parte consistentissima del grande capitalismo milanese, il patto di sindacato. La vera contraddizione, però, sta nel fatto che costoro sono quelli che lavorano per screditare la classe politica nella sua globalità, che parlano di casta, che dicono che la politica non è in grado di governare, ecc. ecc. Allo stesso tempo, però, si servono della sinistra, che al contrario rappresenta la pulsione a dire che tutto è politica.

Lo diceva negli anni Settanta.

E oggi lo pratica: il privato è politico. Comunque, quella contraddizione si è sempre vista in azione nei governi di sinistra in questo Paese. Prodi, D’Alema, Amato sono sempre stati divisi tra qualcosa che somigliava alla demagogia e la quiescenza ai desideri di costoro, dei gruppi dominanti. Oggi la sinistra è sintesi di tutto questo, del pubblico impiego, del mondo della scuola, della Cgil e paradossalmente anche di Confindustria.

Quindi è potentissima….

No, è facilitata all’accesso al potere, ma è snaturata. E poi questo fa malissimo alla politica nel suo complesso, per i motivi che dicevamo prima.