La politica? Partecipazione e confronto

A costo di essere banali ribadiamo – al tempo dell’antipolitica e cioè del chiasso ignorante di chi di politica non ci capisce nulla o che vuole che non ci capiscano nulla tutti gli altri – che la politica è il luogo del confronto e lo strumento della partecipazione. E lo facciamo in modo semplice, con i modi della politica e con una richiesta politica. Abbiamo invitato amici giornalisti e parlamentari di entrambi gli schieramenti presso la nostra redazione. Per parlare. E non è già questo un evento? Ci siamo confrontati sulla proposta di istituire le primarie per legge. Come strumento per democratizzare i partiti ma anche per riavvicinare i cittadini a queste “associazioni”, che di fatto avrebbero come compito istituzionale la formazione al proprio interno di una rosa di dirigenti da sottoporre alla scelta della nazione. Un metodo di selezione – quello della rappresentanza elettiva – che oggi viene totalmente delegittimato, ma al quale in tutta onestà non vediamo alternative plausibili. Questo se si esclude l’idea – alla quale molti hanno sempre lavorato in segreto e che oggi viene apertamente sostenuta – di consegnare il Paese e tutte le sue risorse nelle mani di quelli che finora hanno condizionato la politica dal di fuori, con i loro soldi e i loro giornali. Ridare voce ai cittadini si può fare, senza tornare nelle mani dei commercianti di voti e di tessere. Straordinariamente – almeno su questo punto – c’è una volontà di lavorarci insieme.