È il momento di metterci il cuore…

Intercettazioni, gossip, liste di presunti parlamentari gay, inchieste giudiziarie, calcioscommesse, retroscena su liti dentro e fuori il Palazzo, linguaggi da pollaio. Nel fiume di notizie di ieri non c’era un solo lancio di agenzia capace di riportarci alla politica che sa parlare al cuore di quella gente che ha ne ha le tasche piene dei derby del fango, del pettegolezzo elevato a verità, delle sceneggiate con le monetine a Montecitorio. E che non vuole scivolare nella trappola dei disfattisti, nella teoria da bar secondo la quale “i politici sono tutti uguali”.
Proprio per questo (almeno per chi è di centrodestra) il discorso di Angelino Alfano – alla tre giorni organizzata dalla Fondazione “Nuova Italia” a Roma – è stato qualcosa di profondamente diverso rispetto all’ambaradan dei giorni scorsi: «Noi ci siamo ed esistiamo non per un regalo delle élite. Vi ricordo che la “P” di Pdl coincide con la parola “Popolo”: è qui che sta la nostra anima». Chissenefrega dei banchieri, dei poteri forti, degli interessi di casta: con una frase è stato evocato lo spirito più autentico del partito ed è su questo spirito che si ricomincia e si va avanti. Le carte da giocare sono ancora parecchie: «Siamo in campo per vincere e probabilmente vinceremo», ha detto ancora Alfano. Bisogna crederci. Perché – riportando le parole di Virgilio – vince solo chi è convinto di poterlo fare. Ora tocca al Pdl dimostrarlo.