Caro Rutelli, prova a farti una risata…

Ma sì, chi fa politica avrà pure il diritto di dire che qualcuno gli sta sulle scatole. Vuoi o non vuoi, c’è sempre un parlamentare, uno che semmai occupa lo scranno vicino al tuo e che si dilunga in discorsi insopportabili, ride poco, fa il furbetto o il secchione, mostrando interesse per qualsiasi argomento si tratti in aula tanto per farti sentire in torto. L’importante è non nasconderlo dietro giri di parole o peggio dando una motivazione socio-politica, portando il “che barba, che noia” alle estreme conseguenze. Il duello a distanza tra Rutelli e Tremonti ne è una riprova. L’attuale leader dell’Api aveva definito «pessimista cosmico» il ministro dell’Economia. E l’«avversario», di rimando, dopo averlo incrociato in aeroporto, aveva replicato: «A Fiumicino, di prima mattina in transito da Washington verso Milano, non è che incontrare Rutelli ti tira su il morale». Una battuta ironica, una frecciatina all’indirizzo di chi l’aveva stuzzicato con la storia del “pessimismo cosmico”. Non si può dire che i duellanti siano mostri di simpatia, ma di sicuro chi se l’è legata al dito è stato proprio Rutelli, con una controreplica esagerata: «Ci sono dei limiti alla doppia verità – ha infatti affermato – credo che chi riveste ruoli di grande responsabilità non possa dire una cosa in pubblico e dimostrare di pensare l’opposto. In questi casi è meglio dimettersi dall’incarico pubblico».
Accipicchia, dallo scambio di battute alla richiesta di dimissioni, un bel caratterino quello del leader dell’Api, guai a stuzzicarlo, ti becchi una lezioncina filosofica sulle “doppie verità” o magari sulle “verità nascoste”, che sanno tanto di titoli di film. Rutelli non ha voluto riferire i contenuti di un colloquio svoltosi casualmente, alla presenza di altre persone, ma ha confermato la rilevanza di opinioni espresse dal ministro dell’Economia. Forse gli sarebbe d’aiuto, tanto per distendersi un po’, rivedere gli sketch della rimpianta coppia Mondaini-Vianello.