Cantiere Pdl, Berlusconi: «Più vicini alla gente»

Pdl, anno zero? Non proprio, diciamo almeno 0,5. La grande trasformazione del partito più volte annunciata da Alfano, infatti, sta procedendo in silenzio, ma sta procedendo. L’obiettivo, si sa, è il famoso “partito vero”, quello con le tessere e la partecipazione viva degli iscritti, sia pur nell’impossibilità di far rivivere, sic et simpliciter, il modelo militante “ideologico” e novecentesco. E ieri anche Silvio Berlusconi in persona è intervenuto sulla questione: «Il nostro partito – ha spiegato a  “La telefonata” di Maurizio Belpietro su Canale 5 – in questo momento è un grande cantiere aperto. Dopo tre anni di vita e i grandi successi elettorali vogliamo dotarlo di regole nuove in grado di farlo diventare davvero una casa aperta a tutti i moderati. In questi giorni – ha aggiunto – ha iniziato a lavorare il Gruppo delle regole che entro il 30 settembre darà il via alla nostra stagione congressuale. Non penso che sia opportuno modificare l’assetto di vertice con Alfano segretario politico affiancato dai tre coordinatori. L’obiettivo è quello di costruire un partito sempre più moderno, sempre più a contatto con la sua gente, per cui abbiamo deciso di coinvolgere da subito tutti i nostri sostenitori». Per i militanti pidiellini Berlusconi ha in mente un ruolo quasi di proselitismo: «Il primo compito dei nostri elettori da ora al termine della legislatura – ha detto – sarà quello di comunicare le tante cose che il governo ha fatto e sta facendo in una congiuntura che non è esagerato definire drammatica. Il Pdl ha dovuto sobbarcarsi l’onere del governo. In questi anni abbiamo comunque posto le fondamenta per il grande partito dei moderati che sarà la costola italiana del Partito popolare europeo». Sullo “stato dell’arte” dei cambiamenti nel partito Gregorio Fontana, già responsabile del tesseramento del Pdl, assicura che la piccola rivoluzione del partito procede spedita, in assoluta continuità con le indicazioni del segretario del partito: «Il Gruppo delle regole – ha spiegato il deputato del Pdl – ha iniziato a lavorare già prima dell’estate, con l’obiettivo di definire le regole non solo dei congressi provinciali, ma di tutti i meccanismi interni. Insomma, si tratta di dare vita alla seconda fase nella vita del partito, dopo un primo periodo che potremmo definire costituente. Del resto questa evoluzione è già prevista dall’attuale statuto. Novità in vista? Una è quella già annunciata da Alfano, con il dimezzamento del costo della tessera, che ora costerà 10 euro. Al congresso, invece, potranno partecipare tutti coloro che si sono iscritti entro il 21 ottobre. Per farlo basta scaricare il modulo da internet». C’è poi la questione della leadership e del ruolo che nel nuovo centrodestra dovrà avere Silvio Berlusconi. Su questo punto, tuttavia, ha avuto parole definitive il ministro della Difesa Ignazio La Russa e coordinatore nazionale del partito: «Se qualcuno pensa che il dopo Berlusconi non dipenda da Berlusconi sbaglia di grosso», ha detto il ministro, a margine del passaggio di consegne del Comando della prima regione aerea a Linate. La Russa sottolinea tuttavia come all’interno dello stesso Pdl si sia immaginato «un partito che abbia una vita lunga, oltre l’orizzonte. Ci sarà quindi un dopo Berlusconi –ha spiegato – perchè noi pensiamo ad un partito che non abbia una vita uguale alla vita politica dei suoi leader e quindi dello stesso Berlusconi ma anche di tutti i capigruppo». Anche Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle attività culturali, mette un punto fermo sul rapporto Berlusconi-Pdl. Il Cavaliere, spiega, «non mi sembra affatto intenzionato a lasciare il campo. L’ho sentito nel week-end. In autunno ci sarà una svolta organizzativa del Pdl. L’impegno del segretario Angelino Alfano unito alla sua regia ci consentirà di dare un forte impulso alla stagione dei congressi che lui considera delle assisi popolari per l’elezione diretta di tutti i dirigenti locali. Dobbiamo tornare fra la gente – ha aggiunto – per spiegare meglio cosa abbiamo realizzato al governo e cosa siamo riusciti a scongiurare in un momento di crisi economica e finanziaria che minaccia tutte le economie del mondo occidentale. Ci sarà anche un forte coinvolgimento dei gruppi parlamentari, degli eletti, per un maggiore radicamento del partito sui territori. Ognuno sarà chiamato a fare la sua parte.Berlusconi ha compreso molto bene che un governo è forte se ha accanto un partito-guida forte e questo partito-guida per i numeri elettorali che ha conquistato in tutte le elezioni è il Pdl». Per Giro, «Berlusconi pensa a queste cose, a governare e a fare politica con i suoi elettori. Rifiuta la logica del catastrofismo ma anche quella del pressapochismo. Da un lato è ben consapevole che sarebbe un errore sottovalutare i rischi della crisi ma dall’altro non vuole né lasciare il Paese nelle braccia dei catastrofisti che nella storia non sono mai riusciti a fare qualcosa di buono e di concreto ma neppure in quelle dei pressapochisti che, non avendo i numeri in Parlamento per una maggioranza coesa e politicamente omogenea, tentano ansiosamente di mettere insieme tutto e il contrario di tutto».