«Avanti fino al 2013 col Cav: chi meglio di lui?»

Berlusconi? Resterà il candidato premier del Pdl. La “cabina di regia” anti-Tremonti? Badiamo piuttosto a rilanciare l’economia. Le critiche di Bagnasco? Pensi ai problemi della Chiesa. Il ministro dei Trasporti Altero Matteoli ha le idee chiare sul futuro (immediato, ma non solo) del centrodestra. E sulle primarie confessa: «A me non piacciono proprio…».

Ministro, partiamo dalla notizia del giorno: il cardinale Angelo Bagnasco, con trasparente allusione a Berlusconi, ha parlato di «stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica». Che ne pensa?

Una cosa molto semplice: si governa quando si ha il voto popolare. E Berlusconi ha il voto popolare. Altre dichiarazioni lasciano il tempo che trovano.

E tuttavia l’attacco delle gerarchie ecclesiastiche è forte…

La Chiesa mi sembra che abbia i suoi problemi e, citando un detto evangelico, risponderei a Bagnasco: «Chi è senza peccato scagli la prima pietra»…

Passiamo ad altro: lei in questi giorni è tornato a parlare dello strappo di Fini…

È molto semplice: in un intervento, alla tavola rotonda organizzata da “Nuova Italia”, si è detto che questo governo si regge sui piccoli partiti. Ho solo fatto notare che questo accade in seguito alla decisione di Fini di rompere con il governo. Io però credo ancora che il bipolarismo sia un valore, il mondo intero è bipolare e non si può certo tornare indietro. Mi sembrava che anche Fini una volta fosse un sostenitore del bipolarismo…

Tra Berlusconi e Tremonti finirà come tra lui e Fini?

No. I ruoli sono diversi e comunque non ci sono mai stati, in riunioni ufficiali, problemi tra Berlusconi e Tremonti. In ogni democrazia ci sono scontri con il ministro del Tesoro, anche perché noi ministri vogliamo sempre più risorse. È fisiologico, si chiami il ministro Tremonti, Rossi o Bianchi.

Il ministro non è venuto a votare per il suo ex braccio destro Milanese. Lei come ha giudicato questo comportamento?

Io ci sarei andato e mi è dispiaciuto che non l’abbia fatto. Detto questo, devo riconoscere che la riunione in cui era impegnato Tremonti era effettivamente molto importante.

In queste ore sta emergendo l’idea di una “cabina di regia” sull’economia, con Tremonti ma, in qualche modo, anche contro di lui…

Per ora le riunioni le abbiamo fatte con Tremonti e stiamo lavorando con lui. L’importante è che ne escano provvedimenti in grado di rilanciare l’economia.

Insomma: badiamo alla sostanza, non alla “ingegneria ministeriale”…

Alla sostanza, esatto. Mi sembra la cosa più importante.

Quindi per lei Tremonti non è in discussione. E Berlusconi lo è?

Le dico questo: esiste un solo premier ed è Silvio Berlusconi.

Oggi è così. E domani?

Anche domani.

Quindi lei rilancia la candidatura a premier di Berlusconi anche alle prossime elezioni?

Scusi ma qual è il politico che oggi “tira” più di Berlusconi? Nel 2013 decideremo, ma questo è un dato di cui non possiamo non tener conto.

Questa ineludibilità della figura di Berlusconi relativizza molto il ruolo delle primarie. Alle quali, tuttavia, lei si era detto favorevole…

Guardi, devo essere sincero: nella questione delle primarie mi ci hanno tirato.

In che senso?

A me, in realtà, le primarie non piacciono. Fino a oggi a sinistra le primarie sono servite solo per nascondere un problema: non avevano un leader e si sono nascosti dietro il richiamo agli elettori. Se si tratta di questo non sono affatto d’accordo. È per questo motivo che ho specificato di volerle istituzionalizzate per legge. In quei termini si tratterebbe di un’altra cosa. Ma devo essere sincero: a me le primarie proprio non convincono…

Formigoni: «Riforme in poche settimane o è meglio andare al voto». Che ne pensa?

Credo sia meglio arrivare al 2013. Questo non è il periodo giusto per stare sei mesi senza governo.