«Alfano può essere il Pirlo della politica»

Una passione bianconera lunga una vita. Altero Matteoli, ministro delle Infrastrutture nel governo Berlusconi, vive l’amore per la Juventus con incredibile trasporto. Era in tribuna durante l’inaugurazione del nuovo stadio di Torino. Da Giampiero Boniperti a Michel Platini, da John Charles ad Alessandro Del Piero, il parlamentare del Pdl, già storico dirigente del Msi di cui è stato capo dell’organizzazione, è un fiume in piena di ricordi e aneddoti sportivi, vissuti anche accanto al segretario nazionale della Fiamma, Giorgio Almirante, che, quando poteva, seguiva sulle gradinate le gesta della Vecchia Signora.

Ministro Matteoli, non è voluto mancare sugli spalti per l’inaugurazione del nuovo stadio di proprietà della Juventus. Un gioiello di design, realizzato anche grazie al contributo di talenti italiani come Fabrizio Giugiaro e Paolo Pininfarina. Cosa rappresenta questa novità nel panorama calcistico italiano?

Da tifoso ho provato una grande emozione per l’approccio avanguardistico del club e per una serata di gala davvero di respiro hollywoodiano. Da ministro e parlamentare della Repubblica, invece, mi sono domandato come è stato possibile bloccare la legge per la costruzione dei nuovi impianti per il calcio. Un errore cui porre rimedio.

Il dibattito è ancora in corso…

Ma i club sono più avanti della politica: solo strutture pronte ad accogliere le famiglie possono segnare la svolta nel movimento, offrendo anche occasioni di lavoro e sviluppo.

La Juventus ha iniziato il campionato con una sonora vittoria con il Parma per 4-1.

Siamo partiti con il piede giusto.

In panchina c’è il “capitano” Antonio Conte.

Se la società lo sosterrà come ha fatto finora, la squadra andrà lontano.

L’allenatore leccese come simbolo di una certa italianità fondata sul sacrificio e sul merito?

Era già un leader da calciatore. Nella vita è necessario sempre avere un pizzico di fortuna, ma a certi livelli contano anche le virtù e l’impegno. In questo Conte è davvero un esempio per i nostri giovani: un lottatore che non si ferma davanti a nessun ostacolo.

Quale può essere l’arma in più di Buffon e compagni?

L’attenzione di Conte per la coralità e per lo spogliatoio. Ho apprezzato molto l’umanità di Claudio Ranieri, ma aveva purtroppo l’abitudine di dividere in fazioni la rosa… Adesso è tutto diverso.

Molti osservatori considerano troppo offensivo il modulo adottato, il 4-2-4.

Si tratta di una questione marginale. Nel corso della gara i giocatori si dispongono con accuratezza, costituendo una linea di centrocampo a quattro. In questo schema, però, è essenziale il ruolo degli esterni. A Giaccherini non dobbiamo dare fretta, Pepe non ha piedi raffinati ma con gli emiliani è stato tra i migliori.

Poi c’è Krasic…

Croce e delizia. Spetterà a Conte esaltarne le qualità. La passata stagione il suo rendimento non è stato all’altezza delle aspettative.

Alessandro Del Piero resta un punto fermo anche per questa stagione.

In Italia ci sono solo quattro fuoriclasse: Alex, Francesco Totti e due “scapestrati” come Antonio Cassano e Mario Balotelli. Sono innamorato da sempre del nostro bomber, anche se fisiologicamente giocherà meno da titolare.

La manovra della Juve riflette la classe del direttore d’orchestra.

Si riferisce a Pirlo? E’ uno dei più forti giocatori italiani. Non si discute.

Ci vorrebbe un Pirlo anche in politica?

Sì. La mia speranza è che quel ruolo possa essere svolto in maniera efficace da Angelino Alfano. Ha le qualità per armonizzare le varie anime del Pdl, valorizzandone le peculiarità. Come un grande regista in un campo di calcio.

Quando ha scoperto la fede bianconera?

Fin da piccolo. Boniperti è entrato nella Juventus nel 1946. A me sembra di esserci sempre stato, come tifoso appassionato. Ho amato molto Sivori, Charles, Platini.

Calcio e politica. Giorgio Almirante, non ha mai nascosto di tifare per i bianconeri.

Ora le racconto un aneddoto. Il segretario nazionale, siamo nel novembre 1983, mi chiese di organizzare una serie di appuntamenti in Toscana. La mattina era previsto un incontro a Firenze. Nel pomeriggio pensavo di proseguire con le attività in provincia. Almirante mi stoppò subito: “Per il pomeriggio avrei immaginato altri programmi”. Allora comunicai all’onorevole Claudio Pontello che avremmo seguito la gara Fiorentina-Juventus in tribuna. Era il 27 novembre, finì 3-3 e che gol segnò “Le Roi”…

L’ultima domanda è un pronostico. Chi vincerà il campionato?

Mi pare ovvio, la Vecchia Signora…