A sinistra qualcuno lo dice: «Chissenefrega della Dandini»

Anche a sinistra c’è qualcuno che lo dice: l’abbonato Rai forse può vivere anche senza Serena Dandini. Ci voleva Carlo Verdone per dire l’ovvio, proprio mentre la conduttrice di Parla con me  teneva una affollatissima conferenza stampa per gridare alla censura berlusconiana sotto gli occhi di Michele Santoro, giunto in soccorso della collega “epurata”.
Ma il regista e attore romano non rilascia la prevedibile dichiarazione indignata contro la dirigenza Rai: «A me non interessa se Serena Dandini, mia amica, farà o meno il suo programma Parla come me su RaiTre, perché ci sono altre priorità nel Paese. Non viviamo solo di star system. Lo dico da cittadino, i tagli alla scuola sono più gravi. Ma spero si possa arrivare a scelte politiche equilibrate». Parla da artista di sinistra, non certo amico del governo. Da esperto di comicità sa quanto è facile scivolare nel ridicolo come la conduttrice che grida all’epurazione. O come una sigla della Cgil che arriva a paragonare il mancato rinnovo dal contratto da parte del Cda Rai addirittura alla “notte dei cristalli”. «I problemi nel Paese – taglia corto Verdone – sono altri, come il pensionato che non arriva a fine mese con seicento euro. O la gravità dei tagli alla scuola».
Ancora più caustico il commento di una firma irregolare del centrosinistra, Fabrizio Rondolino che sul sul suo profilo Facebook ha commentato con un post al curaro la notizia della defenestrazione della Serena nazionale: «Se fanno secco anche Fazio, potrei considerare la possibilità di pagare il canone». Si dirà: Rondolino è un bastian contrario per definizione, per di più storico spin doctor di Massimo D’Alema. Ma è anche lo spirito libero che si può permettere il lusso di dire ad alta voce quello che a sinistra in tanti pensano ma non hanno il coraggio di dire.
E se è vero che tre indizi fanno una prova, andrebbe ricordato che proprio su un organo di stampa non certo berlusconiano venne ospitato il servizio più duro (e per certi versi imbarazzante) per la Dandini. È del giugno 2010 l’inchiesta del settimanale L’Espresso sugli stipendi dei conduttori di viale Mazzini. Un’inchiesta che svela come la conduttrice di Parla con me costi cinque volte cinque più (700mila euro all’anno) della conduttrice di Report Milena Gabanelli (150mila euro l’anno). E, dopo lunga trattativa con la produzione Fandango, la nuova direttrice generale della Rai, Lorenza Lei fosse riuscita a strappare uno sconto del cinque per cento. 32mila euro a puntata contro i 34mila della stagione precedente. Altro che questione politica, il discorso è prettamente economico, come ha ricordato Alessio Butti, preso di mira dalla Dandini nel corso della sua conferenza stampa: «Ricordo a chi sta gridando in queste ore alla morte del servizio pubblico – replica il senatore Pdl – che il programma della signora del divano rosso costa ben otto milioni di euro l’anno per un ricavo pubblicitario di soli 2,5 milioni. Ogni puntata di “Parla con me“ – prosegue Butti – costa 70 mila euro, mentre una seconda serata di Raiuno esattamente la metà. “Parla con me“ vanta ben 14 autori, un grande impiego di risorse intellettuali e creative, per ascolti a una sola cifra. Quale azienda che voglia essere competitiva sul mercato può pensare di accettare perdite simili? Con quale spirito – aggiunge ancora il senatore – si chiede ai telespettatori di pagare il canone per un programma che, se prodotto internamente, abbatterebbe del 50 per cento i propri costi?»